Il dolore
Basta con il semaforo dei morti e dei feriti
All’incrocio tra la Nuova Francesca e via Usciana sarebbe più sicura una rotatoria Il pauroso incidente di martedì lo conferma. Il sindaco: «Farò intervenire la Regione»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Un semaforo fuori dal tempo. Di quelli che oggi nessun ingegnere progetterebbe mai, preferendo senza dubbio la soluzione più comoda e soprattutto più sicura di una rotatoria. È il semaforo all’incrocio tra la provinciale Nuova Francesca e via Usciana, nel territorio di Castelfranco, che continua ad arricchire il suo triste elenco di incidenti. Molti spaventosi, alcuni fatali. Martedì pomeriggio altri quattro feriti, tra i quali un 25enne in gravissime condizioni, dopo la carambola spaventosa tornata a ricordare tutta la pericolosità di quel semaforo. Numerosi gli incidenti registrati negli anni tra i quali si ricorda, per gravità, quello del marzo 2012, quando due studenti uscirono vivi per miracolo dopo lo scontro con un camion. Prima ancora era andata peggio a un motociclista, rimasto ucciso nell’impatto con un’auto. All’epoca seguirono discussioni e polemiche, indirizzate soprattutto contro quel semaforo che da tempo risultava lampeggiante. Questo martedì, invece, il semaforo funzionava regolarmente, e tutto lascia pensare che uno dei veicoli coinvolti abbia attraversato con il rosso.
Resta comunque il fatto che un incrocio del genere meriterebbe un approfondimento. Ormai da tempo, infatti, nel tratto fiorentino della Nuova Francesca i vecchi semafori sono stati sostituiti con altrettante rotatorie. «Sarebbe la soluzione ideale, non solo per la sicurezza ma anche per il traffico», afferma il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti. Una possibilità ripresa più volte e ogni volta riposta in qualche cassetto, non solo per l’incrocio con via Usciana ma anche per gli altri due semafori ricadenti nel tratto di Santa Croce. «Il problema era stato posto anche in una delle ultime riunioni della Provincia – riprende Toti – ma con la riforma e ancor prima con il taglio dei trasferimenti alle Provincie la cosa è rimasta lì. Oggi da consigliere provinciale posso dire che viviamo nella più assoluta incertezza: parliamo di una strada che formalmente appartiene ancora alla Provincia ma che in futuro non sappiamo a chi farà riferimento. Il tutto per colpa di una riforma che nessuno sa dove porterà».
Il primo cittadino, quindi, annuncia l’intenzione di voler portare il caso della Francesca Bis negli uffici della Regione. «È una questione più ampia che riguarda anche la manutenzione della strada – spiega Toti –. Per questo porrò il problema all’attenzione della Provincia ma soprattutto della Regione, anche per sfruttare la possibilità di attingere a finanziamenti».
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