Il dolore
Arrestato il rapinatore latitante
È stato rintracciato all’estero il terzo componente della banda che si ispirava al boss Riina
BUTI. È finita in Francia, nella città di Bordeaux, la latitanza di Salvatore Cilino, 27 anni, di Buti. Il giovane era stato raggiunto, nei giorni scorsi, da un provvedimento di cattura emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa, Giuseppe Laghezza, a carico anche di altri due giovani della provincia di Pisa, il ventunenne Giovanni Pennacchio, di Ponsacco, e del 26enne Emanuele Mauceri, residente a Capannoli. Salvatore Cilino era ricercato all’estero in quanto aveva lasciato la provincia insieme ad una ragazza di Pontedera. Era stato colpito da mandato di arresto europeo. Le intercettazioni telefoniche hanno fornito ai carabinieri del comando provinciale di Pisa una serie di elementi utili per “localizzare” con un certo margine di sicurezza il terzo rapinatore, Cilino appunto, prima in Belgio e successivamente in Francia. Di conseguenza era stata informata la polizia, che in questi giorni ha atteso il momento giusto per procedere all’arresto dopo un lungo pedinamento. Quando è stato fermato per un controllo Cilino era a bordo di un’auto con targhe false. Ora saranno avviate le procedure per l’estradizione in Italia. Un particolare è emerso dalle intercettazioni, come hanno spiegato i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale: l’idolo degli arrestati era il boss Totò Riina e i membri della banda erano soliti salutarsi in chat con l’intercalare “Chi tradisce è un infame", postando anche la foto del “capo dei capi”.
Sono almeno due gli episodi che vengono contestati agli arrestati, commessi il 13 e 14 aprile scorsi, rispettivamente ai danni dell’azienda vivaistica “La Verde Oasi” di Santa Maria a Monte e della sala slot “Terry Bell” di Perignano di Lari, con bottino di circa 6mila euro. Decisive per arrivare ad una svolta nelle indagini sono state anche le immagini estratte dai sistemi di videosorveglianza installati dal Comune di Lari lungo la provinciale Livornese.
Dopo quelle due rapine, i sospetti dei carabinieri si concentrarono su alcuni giovani componenti di una banda capitanata da Giovanni Pennacchio, detto Gianni, pluripregiudicato di origine napoletana da tempo residente in Valdera. Seguendo il giovane era stato abbastanza semplice stringere il cerchio sulle attività criminali del gruppo, sui luoghi di occultamento dei capi di abbigliamento utilizzati per compiere i delitti, sui compiti affidati a ciascuno degli indagati: a Pennacchio e Cilino quelli operativi, al Mauceri quello di custodire le armi.
Nel corso dell’operazione, avvenuta pochi giorni fa in Valdera, i carabinieri hanno sequestrato gli accessori utilizzati dai malviventi per il travisamento, tra cui un casco integrale, passamontagna, guanti di lana, nonché capi di abbigliamento, un motociclo provento di furto, nonché un panetto di 100 grammi di hashish, parte del quale suddiviso in 10 dosi, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento occultati nell’abitazione di uno degli arrestati in una intercapedine dell’armadio della camera da letto.
Sabrina Chiellini
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