Il dolore
Gli errori a raffica sul comandante
L’opposizione invita la giunta a rivedere le scelte sulla municipale
CASCINA. «Con Serafini siamo a quattro comandanti dimissionari. Bulleri, Mariotti, Maritan e Serafini. Non serviva essere un fine stratega o un illuminato veggente per capire che la scelta era quanto meno azzardata. Sia il comandante, sia il sindaco Antonelli, ci hanno messo del loro per arrivare a questo», dice Michele Parrini, dell’opposizione, eletto nella lista civica SiamoCascina. «Prima della nomina di Serafini, come coalizione del Terzo Polo, abbiamo proposto di optare per una soluzione interna. Ci hanno sbeffeggiato e fatto finta di ascoltare. La conseguenza? Le dimissioni di Serafini in poco meno di sei mesi dalla sua presa di comando. Ma come si può chiedere a una persona, anche se professionalmente preparata e bravissima nel proprio mestiere, di dirigere 3 comandi come quello di Cascina, di Vicopisano e quello Provinciale?» . Ora siamo al punto di partenza. «La comunità di Cascina è senza un comandante, situazione a cui siamo ormai tutti abituati dato che dopo Bulleri, che voglio ricordare ci è costato ben 70mila euro, mai nessuno è durato più di un anno. Il nostro gruppo, tornerà alla carica in Consiglio Comunale al fine che si compiano, prima possibile, due scelte. La prima, è la risoluzione della convenzione con il comune di Vicopisano che è solo un costo per noi senza apportare nessun beneficio per il territorio, la seconda scelta da compiere è la nomina di un comandante ma, questa volta, attingendo a delle risorse interne. Noi, un nome lo abbiamo già fatto e siamo convinti che sia l’unica scelta giusta da fare. Se poi il sindaco Antonelli e la sua giunta per ‘dispetto’ vogliono compiere l’ennesima nomina “azzardata”, a rimetterci saranno come sempre i cascinesi», dice Parrini.
«Una città di 45mila abitanti esige di avere il proprio comandante, se non si è capaci di compiere scelte così importanti, come ha dimostrato l’amministrazione attuale, si deve andar via il prima possibile senza aspettare il 2016. E speriamo che la minaccia del secondo mandato di Antonelli, rimanga solo una ‘minaccia’ e non divenga realtà», conclude Parrini.
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