Sicurezza
Festeggiamenti e polemiche I due volti del Palio de’ Ciui
SANTA MARIA A MONTE. Vittoria netta di San Sebastiano e doppietta di San Donato, appannata appena da qualche polemica per il premio sfilata. È dunque questo il bilancio finale del 16° Palio de’Ciui...
SANTA MARIA A MONTE. Vittoria netta di San Sebastiano e doppietta di San Donato, appannata appena da qualche polemica per il premio sfilata. È dunque questo il bilancio finale del 16° Palio de’Ciui di Santa Maria a Monte.
Una vittoria quella dei neroverdi, colori della frazione che collega il capoluogo alla parte collinare che guarda alle Cerbaie, che è stata portata a compimento da un volto noto della manifestazione: quel Bulku Halim già vittorioso nel 2012, e che domenica sera se l’è giocata al cardiopalma per tutti e tre i giri con San Donato. Impegno e impeto nella competizione ben rappresentato dalla brutta caduta subita dal fantino sandonatese Gianluca Luschi, a meno di cento metri dal traguardo poi raggiunto dall’asino scosso. Attimi di paura, nell’attesa di vederlo rialzarsi, poi superati al momento dei soccorsi. «L’importante è non essermi giocato il ginocchio, gioco a pallone», è stata la battuta mentre lo portavano via. Si rimetterà presto, e su Fcebook in tanti gli augurano una pronta guarigione.
Vittoria non scontata ma certo probabile, quella ottenuta da San Donato nella competizione femminile delle Amazzoni, con una Erika Alvino che oramai possiamo senza dubbio considerare la campionessa della manifestazione: sette vittorie in rossonero, nessuno ha mai fatto tanto.
Schermaglie e strascichi, invece, per il premio manifestazione, anch’esso andato a San Donato, che quest’anno celebrava il Novecento rispolverando le caldissime estati della Versilia anni Settanta, un argomento molto criticato dalle altre contrade e in primis da Ponticelli, che quest’anno metteva in scena l’antico mestiere dei “granatai”, molto diffuso nella frazione santamariammontese votata alla lavorazione del legno e della saggina. «I temi portati alla sfilata dalle altre contrade erano tutti aderenti alla storia del Comune - dicono oggi i curatori della sfilata di Ponticelli - Che senso ha portare temi così lontani dalla nostra storia? Dovrebbe essere proibito nel regolamento».
Nilo Di Modica
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