Il Tirreno

Pontedera

Una sfida avvelenata dal caos pedane

di Daniele Benvenuti
Una sfida avvelenata dal caos pedane

Gioco del Ponte: precario il trattamento antiscivolo su alcune tavole, il problema avrebbe dovuto essere segnalato prima

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PISA. «Alleggerire il corteo per ridurre i tempi visto che ormai il livello dei combattimenti è tale da ipotizzare durate sempre maggiori. Anche se sabato sera il Gioco ha sforato le cinque ore complessive, l'edizione 2015 è stata tra le più avvincenti e partecipate di sempre». È il commento del giorno dopo da parte dell'assessore alle manifestazioni storiche, Federico Eligi, ad un Gioco del ponte che ha visto l'ennesimo successo di Tramontana, ancora una volta alla "bella".

La pedana della discordia. Ma questa edizione sarà ricordata per la protesta del comando boreale a causa delle pedane, giudicate scivolose e quindi pericolose per i combattenti. Una protesta vibrante al momento che i Satiri sono saliti sul ponte per il primo combattimento, con il luogotenente Roberto Tonini (che a fine Gioco ha annunciato le sue dimissioni) il quale minacciava di non far disputare il Gioco alla sua Parte. Alla fine ha prevalso il buon senso, grazie alla perentoria presa di posizione del generale Marco Vaglini, con lo spostamento delle tavole più scivolose nel tratto finale. Resta il fatto che effettivamente su alcune tavole il trattamento antiscivolo risultava precario e che Tramontana non aveva firmato il via libera dopo il sopralluogo. Ma è altrettanto vero che questo problema non poteva essere sollevato al primo combattimento: sarebbe stato meglio farlo prima. Anche perché l'operazione di spostamento delle tavole ha sì richiesto pochi minuti ma questi, sommati alle polemiche, hanno allungato di una buona ora il Gioco.

Ridurre i tempi. Al di là delle pedane, il Gioco è troppo lungo. I combattimenti con gli attuali valori non durano meno di un'ora e mezza, quindi lo snellimento della manifestazione passa dal corteo e dai vari passaggi che precedono le sfide. Ancora Eligi: «Entro il mese di luglio convocherò il Consiglio degli Anziani per valutare gli accorgimenti da mettere in atto per ridurre i tempi. Il valore delle squadre e la preparazione dei combattenti cresce anno dopo anno e di conseguenza la durata delle sfide. Qualcosa bisogna fare». L'assessore ripropone l'idea di anticipare al venerdì una parte del corteo. «Parlo del lancio della sfida da parte degli ambasciatori - spiega - e della "chiamata a battaglia", che potrebbero nobilitare la tradizionale "veglia" del venerdì. Con il pubblico sulle tribune con il biglietto del Gioco valido anche per quella sera».

Tanto pubblico sui lungarni. È innegabile che l'entusiasmo attorno al Gioco sia tornato. Anche sabato sera le tribune sono rimaste piene fino alla conclusione della "bella". «La gente è tornata - commenta soddisfatto Eligi - per questo bisogna già pensare magari ad un ampliamento del numero dei posti sulle tribune per dare a più persone l'opportunità di vedere il Gioco da vicino».

Costumi e sedi. Una ulteriore crescita della manifestazione deve passare da una migliore manutenzione dei costumi e dalla possibilità per comandi e magistrature di avere sedi. Eligi annuncia qualche novità in tal senso: «A luglio chiederò di introdurre nella variazione di bilancio una voce riguardante un primo contributo per la sistemazione dei costumi. Sarà un primo passo». Buone notizie anche per le sedi. Ancora l'assessore: «Il comando di Tramontana avrà finalmente la sua sede alla Cittadella. Poi penseremo anche alla palestra dei Satiri».

Edizione sfortunata. Se da una parte il Gioco è risultato tra i più avvincenti e incerti degli ultimi anni, dall'altra è successso praticamente di tutto. Prima gli attimi di paura per la rovinosa caduta da cavallo di Riccardo Buscemi (le condizioni non sono preoccupanti). Poi sul ponte i problemi dei cavalli degli ambasciatori per i fari negli occhi fino alla questione della pedana. Ma non è finito lì. C'è stata anche la rottura, con immediata riparazione, della bandierina del carrello lato Tramontana dopo il combattimento tra Sant'Antonio e San Francesco; e ancora l'inceppamento della pistola del giudice al momento del via della sfida tra San Michele e San Marco.

L’appello di Garzella. Consigliere Anziano del Gioco del Ponte, Giovanni Garzella chiede subito la convocazione del Consiglio: «È una vergogna - dice riferendsi alle polemiche - quanto è accaduto ieri (sabato) sul Ponte, ore di attesa e offese. La città di Pisa è ben altro! Si approfondisca ogni aspetto della vicenda e si assumano i provvedimenti del caso. È in gioco l'autorevolezza del Consiglio degli Anziani e il prestigio della nostra città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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