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La protesta: l’evento penalizza i negozi

La protesta: l’evento penalizza i negozi

L’accusa rivolta alla manifestazione accomuna molti commercianti della zona di Corso Italia

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PISA. «Il Gioco del Ponte penalizza il commercio». La storica manifestazione del giugno pisano finisce nel mirino di alcuni esercenti del centro storico che contestano la chiusura delle strade del centro storico e in particolare quella parziale dei lungarni, di Ponte di Mezzo, di piazza XX Settembre e di piazza Garibaldi, e la conseguente perdita di incassi per i negozi del centro cittadino. «Svolgere il Gioco del Ponte di sabato significa ammazzare il commercio», accusa Francesco Mezzolla, titolare del negozio di abbigliamento Eredi Vincenti di Corso Italia. Un'accusa che è una voce comune a molti commercianti della zona. «Sarebbe opportuno farlo di domenica – prosegue Mezzolla -, perché così perdiamo un pomeriggio di lavoro. Aspettiamo con ansia il sabato pomeriggio, ma tutto è vanificato dalla chiusura delle strade e dal poco afflusso di persone e quindi di clienti. Non c'è nemmeno un tavolo di consultazione e concertazione con i rappresentanti dei commercianti per capire se è opportuno o meno svolgere la manifestazione di sabato. Ho preventivato – conclude Mezzolla - di incassare, nelle migliori delle ipotesi, un quarto di quello guadagnato il sabato precedente». (d.r.)

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