Sicurezza
Teatro, un volantinaggio che non dà soluzioni
CASCINA. Chiusa la trattativa tra dirigenza e sindacati, una parte dei lavoratori del teatro ha scelto di manifestare il proprio dissenso rispetto alle scelte aziendali attraverso un volantinaggio...
CASCINA. Chiusa la trattativa tra dirigenza e sindacati, una parte dei lavoratori del teatro ha scelto di manifestare il proprio dissenso rispetto alle scelte aziendali attraverso un volantinaggio nelle cassette postali del centro cittadino. Un testo che attacca la gestione del presidente del Consiglio di amministrazione, Michelangelo Betti, e il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli. Il volantino chiede anche un incontro pubblico sul teatro. «Una parte, sempre più ridotta, dei lavoratori non accetta l'esito del confronto tra Fondazione e sindacati - spiega il presidente Michelangelo Betti -. Il confronto è finito senza un accordo, ma se si guardano cifre e fatti la storia è semplice: per 14 anni il teatro di Cascina ha chiuso il proprio bilancio in perdita. Non è più possibile. Quante aziende sarebbero ancora aperte con risultati economici del genere? Per salvare il teatro il consiglio di amministrazione, in carica da tre anni, ha condotto una revisione della spesa su tutte le voci di bilancio e in quest'ultimo anno è andato a incidere sull'unica voce non toccata, il personale. Non è stato un impegno piacevole, ma il teatro aveva una spesa di personale vicina al 60% del bilancio complessivo. Una quota troppo alta, anche in confronto con tanti teatri simili al nostro. Andava ridotta. Si poteva arrivare a una riduzione attraverso un abbassamento degli stipendi di tutti i lavoratori a tempo indeterminato (abbiamo proposto il 12%, nel confronto ci siamo detti disponibili a passare all'8%), ma questa misura, che sarebbe stata accolta ed estesa anche alle dirigenze e ai professionisti a contratto, è stata rigettata dai lavoratori. Abbiamo quindi proceduto a una revisione che passa per il licenziamento di una figura dirigenziale, l'esternalizzazione del servizio di pulizia ed altri, più contenuti, interventi di riduzione della spesa. Puntiamo così a mettere in sicurezza i conti della Fondazione (evitando la chiusura della struttura o nuove tasse per i cittadini cascinesi), dare una prospettiva sicura a uno degli enti culturali più importanti della nostra regione e un futuro certo ai lavoratori del teatro. Lavoratori che, anche nei momenti più difficili per i conti, hanno sempre riscosso con regolarità gli stipendi fino alla quattordicesima, che andrà in pagamento nei prossimi giorni. Ormai però le scelte sono fatte e sono in via di attuazione dopo un confronto estenuante durato oltre sei mesi. E per trasparenza, da mesi, sindacati e lavoratori hanno ricevuto tutti i bilanci della Fondazione. Il resto sono chiacchiere».
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