La manifestazione
«L’acqua è inquinata» e le ruba soldi e gioielli
Ancora truffe porta a porta ai danni di pensionati, presa di mira una novantenne È accaduto in via Veneto: falso tecnico usa una scusa banale e mette a segno il colpo
PONTEDERA. L’acqua delle utenze non è inquinata e anche se ci fosse un’emergenza a nessuno verrebbe in mente di chiedere ai cittadini di mettere i gioielli in frigorifero per evitare contaminazioni o problemi. Invece con questa scusa da alcuni mesi ladri-truffatori riescono a prendersi gioco degli anziani della nostra provincia. I primi casi a Bientina e poi ancora a La Rotta e ora è toccato a una pensionata di 93 anni, residente a Pontedera. Appelli, precisazioni di Acque, l’azienda dei servizi idrici, le notizie allarmanti pubblicate sulle cronache locali e i controlli organizzati dalle forze di polizia non sembrano riuscire a mettere un freno all’ingegno dei ladri porta a porta.
L’altro giorno le vecchia scusa, raccontata chissà quante volte sui giornali per mettere in guardia dalle truffe, ha raggiunto il suo scopo a Pontedera, in via Vittorio Veneto dove un falso addetto dell’azienda dell’acquedotto ha mandato nel panico una pensionata di 93 anni e l’ha derubata dei suoi averi, denaro in contanti e alcuni monili d’oro. La donna ha aperto la porta di casa ad uno sconosciuto che le aveva detto di essere lì per aiutarla. Il falso operaio di Acque o di un’altra fantomatica azienda di servizio uscita dalla fantasia del truffatore ha detto alla pensionata che il suo intervento in casa aveva una finalità precisa: l’acqua era inquinata e per evitare problemi la vecchietta, che era in casa da sola, avrebbero dovuto fare alcune semplici “manovre”. Avrebbe dovuto mettere gli oggetti di valore, in particolare quelli d’oro, nel frigorifero per chissà quale ragione incredibile. La pensionata, forse spaventata dal racconto del misterioso operaio dell’acquedotto, ha fatto quello che gli è stato chiesto. Non è escluso che i truffatori porta a porta usino altri sistemi, oltre alle chiacchiere, per neutralizzare la resistenza della vittime che di volta in volta prendono di mira. Fatto sta che la donna ha fatto come quello sconosciuto chiedeva. I ricordi di una vita sono finiti nel frigorifero. Ma lì non sono rimasti. Ovviamente non era contaminati dall’acqua e quella richiesta era solo un modo per derubare la pensionata. Quando il falso operaio dell’azienda di servizi l’ha salutata lei ha capito di essere stata derubata non solo dell’oro, per un valore di oltre mille euro, ma anche dei risparmi che aveva mostrato allo sconosciuto, si parla di una somma di alcune centinaia di euro. Una disperazione. Il danno e la beffa di chi, una volta che si decide a chiedere aiuto, scopre di essere stato raggirato con una scusa banale e improbabile. Una scoperta angosciante per la vecchietta che però difficilmente potrà ritrovare gli oggetti che le sono stati rubati. Ogni volta non resta che ripetere all’infinito gli appelli e il consiglio da dare agli anziani affinchè non facciano entrare in casa persone conosciute.
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