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Aggredì i vigili ora torna in carcere

Aggredì i vigili ora torna in carcere

CASTELFRANCO DI SOTTO. I carabinieri di Castelfranco di Sotto hanno arrestato il marocchino, Hicham Aribi, 32 anni, che nel 2013 a Santa Croce sull'Arno è stato protagonista di un fatto di cronaca...

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CASTELFRANCO DI SOTTO. I carabinieri di Castelfranco di Sotto hanno arrestato il marocchino, Hicham Aribi, 32 anni, che nel 2013 a Santa Croce sull'Arno è stato protagonista di un fatto di cronaca che fece parlare proprio per la reazione del migrante a quello che era un servizio stradale disposto dalla polizia municipale.

L’uomo venne arrestato e accusato per rapina e per lesioni ai vigili urbani che lo fermarono dopo che aveva rubato un furgone. Condannato in primo grado, la sentenza è stata confermata anche in secondo grado.

Per questa vicenda, infatti, è di recente passata in giudicato la sentenza della Corte di appello di Firenze che lo condanna a quattro anni e un mese di carcere. Lo straniero rubò il furgone di un’azienda di impianti elettrici parcheggiato nel cortile di una conceria. Ma quando arrivò in via Giovanni XXIII, vicino alla Coop di Santa Croce, fu fermato per quello che doveva essere una controllo stradale da una pattuglia dei vigili in moto.

Il marocchino, che risiede a Castelfranco di Sotto in via Roma, si fermò pur dimostrando fin dall’inizio un certo nervosismo e quando lo invitarono a mostrare i documenti si dette alla fuga e cercò di prendere anche la pistola a uno degli agenti.

Non solo il furgone era stato rubato ma il marocchino era alla guida senza patente visto che gli era stata sospesa da tempo. I vigili avevano già avuto a che fare con lui nel 2008 e lo avevano denunciato per guida in stato di ebbrezza.

In via della Repubblica l’immigrato fu bloccato e costretto a fermarsi, e aggredì i due agenti che nel frattempo avevano chiesto la collaborazione dei carabinieri, segnalando la fuga al posto di controllo e richiedendo supporto per l’inseguimento.

Poi l'arresto e ora, anche se a distanza di anni e quando la storia stava per finire nel dimenticatoio, per l’uomo si sono aperte le porte del carcere circondariale Don Bosco di Pisa dove lo hanno accompagnato dopo che l’altro giorno gli hanno notificato l’ordine di carcerazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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