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La funzionaria della dogana è troppo zelante, addio aereo

La funzionaria della dogana è troppo zelante, addio aereo

Lo sfogo di un’ex consigliera comunale accusata di avere con sé troppi contanti «L’Italia si combatte da sola: io e mio marito bloccati per ore per una formalità»

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CASTELFRANCO DI SOTTO. «L'Italia si combatte da sola... All'areoporto a Pisa per quisquilie burocratiche impediscono alla gente di svolgere il proprio lavoro, anche importante... Perdono aereo e soldi... Quando reati di contraffazione e spaccio passano senza che nessuno fiati...». Veronica Maffei, consigliera comunale a Castelfranco di Sotto (da indipendente si è presentata nella lista Pd) e già reginetta di bellezza a Miss Italia, sfoga la sua rabbia su Facebook dopo una disavventura all’aeroporto di Pisa, prima della partenza per Londra.

La storia la riguarda da vicino e per questo l’ha raccontata su Facebook. La coppia arriva puntuale ma alla dogana si scontra con la solerzia di un’addetta ai controlli che vede 10mila euro.

«Passiamo al check, mentre mi spoglio di tutti gli oggetti minimamente metallici per evitare il solito imbarazzo del "bip" del metal detector, mio marito, al quale non piace vedere i soldi in giro incustoditi sistema nella prima vaschetta, dove ho appoggiato la mia borsa, il suo pacchetto di contanti, alcune migliaia di euro. Nella vaschetta c'è la mia borsa, per loro è tutto mio! Ma dove sta scritto? La sicurezza chiama la polizia, la polizia la dogana, la dogana ci porta in ufficio. Nessuno ti ascolta, siamo diventati contrabbandieri. Dieci persone a battere e controbattere, telefonate da Roma... Mio marito, una iena! Io, abituata a certi atteggiamenti, me ne sto zitta e sfogo la mia rabbia cercando conforto su Facebook. Genitori, parenti e amici, tutti a chiamare preoccupati, devo avere davvero una vita piuttosto piatta... ». Siamo solo all’inizio. «La solerte signora continua a rovesciare tutte le valigie per raccattare i centesimi sparsi nelle tasche dei jeans».

La scena finale è questa: ci prospettano multa del 5% del valore ( proprio perché è la prima volta ), ovviamente i nostri amici hanno percentuali sulle multe che fanno, o ricorso con sequestro del denaro ( la bionda più simpatica suggerisce che il sequestro non conviene, "non li riavrete mai....!".)». La situazione si fa difficile.

«Mio marito, uomo di principio, proprio non vuole accettare la multa: "Ho ragione" dice. Nel frattempo anche i colleghi dell’addetta che ci aveva fermato capiscono la situazione e ci danno ragione ma dicono che ormai, chiamati dalla sicurezza, non possono che agire così. La sicurezza, invece, incontrata più tardi si dirà molto dispiaciuta. Per loro non c'era da fare nessuna multa ma decide la dogana. Insomma nessuno che si prende la responsabilità».

Nel frattempo, aereo perso, soldi e tempo buttati. «Convinco mio marito a pagare la multa, 420 euro, per poi andare a mangiare: sono le 16, sono passate 4 ore e ho fame. La legge, come spesso accade, giusta nella sostanza, è applicata da persone che si fermano a un’interpretazione burocratica, inutile e dannosa per tutti».

L'ultima perla: «Un intoppo sulle valute fa inceppare il pc che riceve la multa, allora la solerte burocrate ha un'idea e cambia parte del verbale a suo comodo. A un certo punto tutto diventa possibile. E l'interpretazione della legge decisamente più libera, forse in questo caso troppo. Ecco ora li riconosco.... A me basta per andare a mangiare e finire la mia avventura da contrabbandiera». In tutta questa storia Ryanair esce da grande signora. «Visto l'intoppo ci ha imbarcato in serata e senza penali», conclude Veronica Maffei.

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