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In 109 tornano a lavoro e Buselli chiama Rossi

In 109 tornano a lavoro e Buselli chiama Rossi

SALINE DI VOLTERRA. Novantaquattro a lavoro più 15 agli impianti termici (totale 109) e il resto dei 193 in cassa integrazione ordinaria. La ripresa delle attività produttive alla Smith Bits di...

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SALINE DI VOLTERRA. Novantaquattro a lavoro più 15 agli impianti termici (totale 109) e il resto dei 193 in cassa integrazione ordinaria. La ripresa delle attività produttive alla Smith Bits di Saline è cominciata con questi numeri che da lunedì caratterizzeranno la vita in fabbrica. Almeno per la prima settimana, poi la forza lavoro potrebbe variare in base alle necessità produttive, come spiegato da Andrea Pagni, membro della Rsu.

I 78 “famosi” indicati nella bozza di piano durante l’incontro al ministero dello sviluppo economico dall’amministratore delegato, Giuseppe Muzzi, scatteranno dal 25 luglio, giorno in cui la cassa integrazione ordinaria si dovrebbe trasformare in straordinaria. Intanto il sindaco di Volterra, Marco Buselli, propone un consiglio comunale aperto sulla vicenda dello stabilimento di Saline, chiedendo la presenza anche del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

«Sono a chiederti la disponibilità di partecipare ad un Consiglio aperto di zona a Volterra urgente – si legge nella lettera scritta da Buselli a Rossi - come quello che facemmo all'inizio della mobilitazione, per poter fare, assieme ai lavoratori e alla cittadinanza dei nostri territori, il punto della situazione sulla questione Smith e sugli sviluppi su cui si deve lavorare insieme». «Con questo Consiglio Comunale aperto di zona intendo raccogliere, tutte le voci di coloro che, nella vicenda Smith, in breve tempo rischiano di essere dimenticati – dichiara il sindaco di Volterra - Sperando che ancora una volta i sindaci possano esserci per dare forza all'iniziativa».

L'appello di Marco Buselli è rivolto alla politica regionale e nazionale, ai parlamentari e consiglieri regionali di zona. Ed ha il giusto obiettivo di non spegnere i riflettori su una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso l’intera Valdicecina, «affinché tutti i buoni propositi preelettorali possano diventare concretezza in quella sede. Non abbiamo bisogno di chiacchiere. L'errore più grande che potremmo fare è pensare che ormai lo stabilimento si è salvato. Da ora invece dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare ancora di più».

Andreas Quirici

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