Attenzione
Balducci e Rosati entrano nel nuovo consiglio Unic
I due conciatori di Santa Croce e Castelfranco sono vice del presidente Russo Confermate la stabilità del settore nel 2014 e una «vistosa frenata» nel 2015
SANTA CROCE. Sono 10 su 20 i consiglieri toscani del nuovo consiglio direttivo di Unic. Sei le conferme, quattro le novità, chiamati a rappresentare il distretto toscano nel mandato 2015-17 insieme ad altri 4 consiglieri del distretto veneto, 4 di quello campano e 2 del la Lombardia.
La ha deciso l’assemblea di Unic convocata giovedì nella sede di Milano, con la nomina del nuovo consiglio che a sua volta ha scelto al proprio interno il nuovo presidente e 5 vice.
Sullo scranno più alto sale l’imprenditore campano Gianni Russo, titolare della conceria “Russo di Calandrino”, che subentra così a Rino Mastrotto. Al suo fianco una squadra di 5 vicepresidenti, di cui due per il distretto veneto, uno per quello campano e altri due per la Toscana: Piero Rosati della conceria Incas di Castelfranco e di Graziano Balducci dell’Antiba di Santa Croce, già presidente di Unic in passato, che assume adesso anche la carica di vicario. Per entrambi si tratta di una conferma all’interno del consiglio direttivo, insieme ad altri quattro colleghi del comprensorio: Fabrizio Nuti della conceria Ivo Nuti, Ezio Castellani della Sciarada, Giuseppe Volpi delle Concerie Volpi e Massimo Banti della Alba. Quattro, invece, i volti nuovi che dal distretto del Cuoio approdano fra i banchi del Consiglio di Unic. In primis Michele Matteoli del cuoificio Otello di Ponte a Egola, attuale presidente del Consorzio conciatori e del Consorzio Cuoiodepur di Ponte a Egola. Con lui Stefano Caponi della conceria Superior di Santa Croce, Angelo Montanelli della Marbella Pellami e Roberto Lupi della Bcn. Una squadra rappresentativa di alcune delle principali realtà del distretto, che avrà il compito di guidare Unic in un fase delicata, come ricordato anche nella relazione del presidente uscente Mastrotto.
Un documento che ha confermato la stabilità del settore per quanto riguarda il 2014, parlando però di una «vistosa frenata» per i primi mesi del 2015. Frenata che deve suonare come campanello d’allarme secondo Mastrotto, per il quale occorrerà in futuro un settore più attivo, capace di entrare nei paesi di approvvigionamento del grezzo così come in quelli di sbocco dei prodotti, in modo da orientare domanda e offerta del mercato.
Un invito a cui ha fatto seguito l’analisi “La ripresa economica italiana, la concia e i primati del settore conciario italiano nel commercio mondiale” del professor Marco Fortis, vicepresidente e direttore della Fondazione Edison, nonché docente di economia alla Cattolica Milano. Infine è intervenuto l’opinionista Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale, con un’analisi sull’imprenditoria italiana particolarmente apprezzata dall’assemblea di Unic.
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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