Il Tirreno

Pontedera

Il regista Calenda racconta il Dramma

Le inquietudini dell'uomo, i drammi di questo nostro tempo, del secolo che ci siamo lasciati alle spalle, per capire il valore profondo e senza epoca della Passione. Antonio Calenda, regista di...

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Le inquietudini dell'uomo, i drammi di questo nostro tempo, del secolo che ci siamo lasciati alle spalle, per capire il valore profondo e senza epoca della Passione. Antonio Calenda, regista di “Passio Hominis” - il testo scelto per il debutto nazionale del dramma popolare il prossimo luglio - incontra il pubblico di San Miniato oggi alle 17,30 a Palazzo Grifoni, sede della Fondazione Carismi. Un incontro per raccontare e spiegare quest'opera dalle radici antichissime e attualissime: il testo è frutto della rielaborazione di una sacra rappresentazione di origine medievale e costituito da un manoscritto che la monaca teatina Maria Jacoba Fioria curò come copista negli anni 1576 e 1577. Ma il suo valore è intatto. La Passione ha interpretato gli accadimenti emblematici del Novecento ed è una riflessione, a sua volta, sulla parabola dell' esistenza, dei travagli di cui la storia è pervasa. Infatti, i momenti di più alta intensità del dolore individuale e collettivo li ritroviamo nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale, nei giorni del terrorismo, negli anni di piombo dell'Italia calibro nove, del sequestro Moro e delle stragi. Questo sarà il contesto in cui si svolgerà l'opera con la regia di Antonio Calenda che lo scorso anno dette a San Miniato uno spettacolo dal successo straordinario: “Finis Terrae”. Introdotto dal presidente della Fondazione Istituto Dramma Popolare Marzio Gabbanini, Calenda racconterà come nasce e come sarà questa Passione che avrà come protagonista principale la famosa e brava Lina Sastri.

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