Il Tirreno

Pontedera

Appassionati di videogiochi ma anche feroci rapinatori

di Sabrina Chiellini
Appassionati di videogiochi ma anche feroci rapinatori

Sgominata la gang che assaltava sale slot e attività commerciali. Due gli arresti mentre il terzo complice è fuggito all’estero. Il loro modello era il boss Totò Riina

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. I guerrieri delle rapine. Quelli che si fotografano pistola in pugno, che comunicano sulla chat ispirandosi a un videogioco di guerra e al boss di Cosa Nostra, Totò Riina. Quelli che per salutarsi sempre in chat usano frasi mafiose come “Chi tradisce è un infame” non avevano messo in conto che sulla loro strada avrebbero potuto trovare il “Grande Fratello”. La realtà - immortalata in un prezioso fotogramma - ha superato la sceneggiatura del film recitato dai tre complici, le cui “spiccate capacità delinquenziali” sono state tratteggiate anche nell’ordinanza del Gip del Tribunale di Pisa, Giuseppe Laghezza, che li ha fatti arrestare.

Sì, è stata proprio una telecamera installata dal Comune lungo la provinciale Livornese a Perignano a permettere a carabinieri e Procura di trovare immediate conferme a tanti sospetti sulla banda specializzata in rapine ai danni di sale slot e negozi. Dopo il colpo alla sala slot “Terry Bell” a Perignano di Lari del 14 aprile, in via Livornese, i banditi erano fuggiti a bordo di un grosso scooter. Lo avevano poi abbandonato a Santa Maria a Monte, dove all’epoca era domiciliato uno dei tre componenti della banda, fermata con l’operazione denominata “Black Ops”, come appunto il videogioco, diretta dal pm Giancarlo Dominijanni e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale con il contributo dei colleghi dei paesi dove sono avvenute le rapine.

Il pomeriggio della rapina ai danni di “Terry Bell” i militari erano arrivati a un passo dai tre raggiunti ora dai provvedimenti di cattura. Sono Emanuele Maceri, 26 anni, domiciliato a Capannoli dove si trova agli arresti domiciliari, e Giovanni Pennacchio, 21 anni, domiciliato a Ponsacco, già sorvegliato speciale e destinatario della custodia cautelare in carcere. È invece latitante il butese Salvatore Cilino, 26 anni, anche lui già sorvegliato speciale e riuscito a fuggire all’estero, forse in Belgio. Per lui una veloce “carriera” nel mondo dei reati, cominciata con le prime “comparsate” adolescenziali nella cosiddetta baby gang di Pontedera, poi proseguita con i furti delle slot.

I carabinieri, dopo le prime rapine avvenute in Valdera, avevano pensato a Pennacchio, per gli amici Gianni, di origine napoletana da tempo residente a Ponsacco, più volte indagato per rapina. Seguendo il giovane, anche quando era ai domiciliari o sottoposto a misure alternative al carcere, sono stati trovati i luoghi dove i tre nascondevano i capi di abbigliamento utilizzati per compiere i delitti. Così come si è risaliti a quali erano i compiti affidati a ciascuno degli indagati: a Pennacchio e Cilino quelli operativi, a Mauceri quello di custodire le armi.

I colpi erano studiati nei minimi dettagli, curati in tutte la fasi: dal sopralluogo, effettuato entro i due giorni precedenti il colpo, con un mezzo "pulito", attraverso il quale si verificavano le vie d'accesso e le fasce orarie ritenute più idonee ad evitare le criticità del traffico, alla fase "operativa". Le armi erano consegnate solo pochi attimi prima dei colpi, l'irruzione nell'esercizio pistole in pugno, la predisposizione di luoghi dove cambiarsi l'abbigliamento per eludere le ricerche di carabinieri e polizia. Per comunicare usavano appunto una chat del videogioco di guerra “Black Ops”, prodotto per Playstation Sony e Xbox Microsoft, di cui sono appassionati i tre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa