Sicurezza
IL COMMENTO / Il merluzzo al prezzo dell'aragosta
Non funziona il servizio di raccolta porta a porta varato da Geofor, cresce il caos e i prezzi delle bollette aumentano
PONTEDERA. Differenziata, perché si differenzia e prende le distanze da ogni logica di buon senso, efficienza, raziocinio (ad esempio: la raccolta dell’organico due sole volte alla settimana; o quella degli sfalci e delle potature al sabato, quando la maggior parte delle persone si dedica al giardinaggio giusto al sabato o alla domenica). E "porta a porta", perché ogni porta, portone o cancello si trasforma in una minidisicarica a cielo, sì aperto, ma anche sporco e maleodorante. Il tutto a fronte di bollette che definire salate è un puro eufemismo.
Non funziona il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti di Geofor, che ai cittadini ha pure comportato un aumento dei costi nell’ordine dell'8-10%, così, tanto per gradire. Non è una critica. È un'evidenza. Lo scenario che si para a chiunque si trovi a transitare per il centro della città (ma pure nelle periferie) in molte ore del giorno è simile a quello mille volte trasmesso dai telegiornali nazionali dalle città abituate a convivere con l'emergenza rifiuti. Cumuli di sacchetti accatastati sui marciapiedi. Degrado evidente.
Non un bel vedere, per chi in città ci abita, e ancor meno per i tanti turisti stranieri che alloggiano in Valdera. Alla faccia delle tanto sbandierate politiche varate dall’amministrazione comunale - che di Geofor è partner - sul decoro urbano. Il muro di Baj, le opere di scultori famosi alle porte di accesso alla città si legano male a questi nuovi “monumenti”al cattivo gusto. Che stanno ai concetti di progresso e alla promozione del territorio come una cartella di Equitalia, o una fila alle Poste, alla simpatia e al buonumore. Certo, ci sono anche comportamenti sbagliati da parte dei cittadini, molti dei quali per scarsa sensibilità sul tema, menefreghismo o scelta "ribelle", non rispettano il calendario e gli orari previsti dalla nuova organizzazione. Che dovrà però, comunque, essere rivista. Al più presto. E modellata a seconda delle esigenze delle varie aree cittadine e di coloro che in quelle aree ci vivono, o vi hanno attività commerciali.
In altre parole un conto è il centro storico, corso Matteotti; un altro una frazioncina come Treggiaia (dove la "rivoluzione" partirà il 20 luglio). Chi paga, anche tanto, ha diritto a un servizio efficiente, da parte di un’azienda in grado gestirlo al meglio, quel servizio, così importante e "invasivo" sui comportamenti delle famiglie. Che possa anche permettersi - a quel punto - di porre un discrimine netto e indiscutibile tra utenti virtuosi, da premiare con sconti sulle tariffe e altre agevolazioni, e utenti riottosi a ogni regola, da stangare duramente.
Insomma: qualcosa che meglio giustifichi l’esborso. Perché al cittadino che spende per avere un’aragosta fresca non può essere servito un merluzzo congelato. Che poi… si sa, il pesce - così come l’ospite - dopo tre giorni puzza. E tenerlo in casa, nel sacco dell’organico, diventa un bel problema.
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