Il dolore
Grande attesa per il vertice romano
Domani l’ad di Smith Bits Giuseppe Muzzi presenterà il piano industriale
VOLTERRA. “Dall’incontro al Ministero vorrei…”. Purtroppo, questo non è il classico gioco che si fa in ricorrenze speciali, ma una sorta di previsione alla vigilia dell’appuntamento per eccellenza dell’intera vertenza riguardante la Smith Bits. Domani alle 11 a Roma, infatti, sindacati e istituzioni si incontreranno con l’amministratore delegato dell’azienda, Giuseppe Muzzi, per ascoltare dalla sua voce il piano industriale. «Spero tanto che si vada verso la ripresa dell’attività con annessa rinuncia alla mobilità e l’attivazione di ammortizzatori sociali per i lavoratori che non rientrano nel progetto produttivo, in attesa che il mercato possa riassorbirli», dice Andrea Pagni, membro della Rsu. Già, perché le incertezze di questa vigilia sono molte. Ma un dato sembra essere certo: il piano prevedrà una riduzione d’organico, perché sarà basato sulle richieste del mercato in fatto di scalpelli per perforazioni petrolifere. Il dubbio è sul numero di dipendenti che non saranno coinvolti nella riorganizzazione che si sta preparando. E, nella peggiore delle ipotesi, visto l’annuncio della multinazionale di non chiudere lo stabilimento di Saline di Volterra, la paura è che non vengano attivati gli ammortizzatori sociali da parte della stessa Smith Bits. «Questo significherebbe che l’azienda rinuncia alle persone di cui ritiene di non avere più necessità – dice ancora il sindacalista –. Ma questo è uno scenario a cui non voglio neppure pensare». Di sicuro, però, i rappresentanti dei lavoratori sono affiancati dalle istituzioni che, qualora si dovesse delineare la peggiore delle ipotesi, con una forte riduzione, sono pronte a supportare il problema sociale che si aprirebbe con fondi di sostegno e iniziative. Vista la situazione che si è creata, con la rigidità da parte della dirigenza di Smith e con il blocco delle merci in uscita, usato dall’azienda per mettere tutti in libertà senza stipendio, l’obiettivo generale è quello di mantenere il sito produttivo a Saline e provare un’operazione che serva a reintegrare la forza lavoro in un secondo momento. «Nel breve periodo dovremmo fronteggiare un’emergenza sociale non indifferente – dicono dalla Regione –. Ma ci permetterebbe comunque di studiare un piano per l’occupazione».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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