Sicurezza
La dichiarazione d’amore di Barbarossa per la Vespa
«La guido da sempre, l’ho messa in una canzone, tra le cose da salvare», dice Il sindaco: «Questa festa è un messaggio di speranza, fa conoscere la città»
PONTEDERA. «Sono un vespista da sempre.Convinto. Ho una 250 Gt ultimo modello. E presto passerò alla Trecento».
Luca Barbarossa smette, per un attimo i panni del cantante, lascia il palco di piazza Cavour dove sta effettuando le prove («dai microfoni esce acqua, le prove tecniche saranno più lunghe», dice) e sale a Palazzo Stefanelli, dove incontra, insieme con Deborah Iurato, Marco Ligabue, le Peppermints, la compagnia di artisti di strada spagnola dei Diavoli Neri e il comico Magini, il sindaco, la giunta e i rappresentanti di categoria, Confcommercio e Confesercenti. Gli artefici di questa Notte Bianca, insomma.
Della Vespa parla dopo aver ricevuto, in dono, un modellino dello scooter più famoso al mondo, made in Pontedera. «L’ho messa anche in una canzone. Tra le cose che vorrei salvare», dice. Insieme alla pipa di Sandro Pertini, ai sogni di Martin Luther King, agli assoli di chitarra di Jimi Hendrix e ai baci dati e quelli che darà. Se non è una dichiarazione d’amore questa....
«Ben vengano le notti bianche – prosegue Barbarossa – Mi piacciono le città che vivono. Le città a questo servono, a far incontrare le persone. Lo diceva anche un poeta come Vinicious De Morales. Occorre uscire, per non rischiare l’isolamento dei tempi moderni. Chiusi davanti al pc o alla televisione».
L’appuntamento in Comune è l’occasione per far incontrare gli artisti con parte della città. «Sono felice di essere qui – dice con candore Deborah Iurato – sono le prime esperienze. Ho 23 anni e vivo con emozione quel che mi sta capitando». È arrivata sul palco del Piazzone anche grazie a un sondaggio fatto dal Tirreno.
Emozione è il filo conduttore anche dell’intervento delle Peppermints, il gruppo di ragazzine che in città sono di casa: in un loro video hanno portato in giro per il mondo il museo Piaggio, i monumenti di Pontedera e la Torre di Pisa. E Marco Ligabue. Anche lui era già stato a Pontedera. Un concerto, con il gruppo dei Rio, al teatro Era. «Faccio tante presenze alle Notti Bianche – racconta – sono meravigliato di quanta gente, già dal pomeriggio, sia sul corso».
La musica che fa da colonna sonora a una festa che «vuole essere un messaggio di speranza in un momento difficile del paese – sottolinea il sindaco Simone Millozzi – La speranza di riuscire a far conoscere la nostra cittadina a tanta gente che, proprio richiamata dalle proposte che abbiamo messo in programma, arriva anche da fuori».
La speranza su cui punta il sindaco è che questo evento sia riuscito a far sentire tutti «parte di una collettività. A cominciare dai commercianti che su questo evento hanno impegnato molte risorse».
È stato un percorso lungo e faticoso «ma alla fine – sottolinea il vicesindaco Angela Pirri, che ha curato fin dall’inizio tutta l’organizzazione della manifestazione – grazie al fatto che ogni persona ha svolto il suo compito in maniera impeccabile, come in un puzzle, ogni tassello è finito al posto giusto. Questo è il vero segreto».
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