Sicurezza
Decine di migliaia di presenze
Centro già affollato già dal tardo pomeriggio. Bilancio ok anche per Fuori del Ponte
PONTEDERA. Non siamo in via Margutta (per dirla con Luca Barbarossa, protagonista al microfono su uno dei palchi “big”), il celebre museo all’aperto di Roma, ma la voglia della gente che passa è la stessa. Quella di stare insieme, ricercare e ritrovare la speranza, uno slancio verso il futuro, condividere sguardi, chiacchiere, bicchieri di vino o birra, tranci di pizza o panini con la porchetta, risate, canzoni dei tempi che furono o gli scratching dei dj. In due parole: stare insieme.
È soprattutto questo la Notte Bianca, un fiume di decine di migliaia di persone (si ricordano comunque edizioni più gremite) che nuovamente, fin dal tardo pomeriggio, diventa una lunga e sana boccata d’ossigeno per i commercianti, in particolare i titolari di bar e ristoranti (gli altri, per la stragrande maggioranza, chiudono le serrande alla loro ora). Tantissime le famiglie che hanno approfittato del vasto repertorio di intrattenimenti messo in piedi dal direttore artistico Marco Vanni per cenare in centro. Prezzi fortunatamente nella norma: si contavano sulle dita di una mano i “furbetti” che hanno gonfiato a dismisura i costi di cibi e bevande. Anzi, in tanti li hanno ribassati per l’evento: c’è, ad esempio, chi vendeva salati e dolci a un euro a pezzo e chi, addirittura, offriva uno shottino in cambio sempre di un euro.
«Sono davvero soddisfatta – ha affermato Manila Doveri, dirigente della Confesercenti – di come i negozianti locali hanno cominciato a percepire la Notte Bianca. Nei loro occhi, in questi giorni di “work in progress”, ho infatti rivisto l’entusiasmo perduto e la determinazione a mettersi in gioco». Le fa eco Gimmy Scatassa, di Confcommercio: «Più che bianca – dice – la nostra è una notte colorata, di una città colorata. Ogni strada è contrassegnata da un colore diverso, proprio come volevamo. Il messaggio che deve passare è un po’ questo: è una festa per varie musiche, artisti diversi e persone di tutte le età».
E infatti gli spettacoli accontentano tutti. L’apertura, dopo l’ufficiale taglio del nastro da parte delle autorità comunali, è per chi è a caccia di originalità ed emozioni più forti del normale, con i coinvolgenti “Deabru Beltzak”, i Diavoli Neri, la compagnia di teatro internazionale di strada dei Paesi Baschi che si è esibita in piazza della Stazione. In piazza Cavour la folla è tutta per il fresco 54enne (ha festeggiato il compleanno in aprile) Luca Barbarossa, che sul palco ha indubbiamente ancora molto da dire e da comunicare, come del resto fa ogni sabato e domenica a “Radio 2 Social Club”. Pochi passi lo dividono da una parte da Marco Ligabue, esperto di Notti Bianche e gran trascinatore, mattatore in piazza Curtatone (dopo le performance dei giovani talenti usciti dal concorso “Una Voce per la Notte Bianca”) a pochissimi giorni dall’uscita del suo nuovo singolo “Non è mai tardi”, dedicato all’Italia, alla parte bella dell’Italia, e dall’altra da Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo, ovvero un autorevole pezzo della storia dei New Trolls, che in piazza Duomo tengono viva la tradizione nostalgica di una parte importante del popolo della Notte Bianca pontederese. Mentre Fuori del Ponte, in viale Italia, ci si diverte con le battute dei comici di Zelig, i più giovani sono quelli che si avvicinano di più al cuore della notte e si concentrano in piazza Martiri della Libertà, dove si scatenano seguendo la voce penetrante di Deborah Iurato, penultimo “parto” fortunato di Maria De Filippi, avendo vinto “Amici” nel 2014. Sono il suo sorriso e i suoi occhi curiosi e vivaci a incorniciare la Notte Bianca 2015 e una Pontedera che va a letto molto più tardi del solito.
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