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Tributi non riscossi A Santa Croce il piatto piange

Tributi non riscossi A Santa Croce il piatto piange

L’organo di revisione boccia l’operato della ditta Sepi Spa Dei 780mila euro previsti in bilancio ne sono arrivati solo 60mila

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SANTA CROCE. Sarebbero al di sotto delle aspettative i risultati ottenuti da Sepi, la “Società Entrate Pisa” alla quale il Comune di Santa Croce ha affidato dal 2010 la riscossione dei tributi comunali. Un’esternalizzazione, contestatissima all’epoca, che era nata proprio dalla volontà di ridurre la quota di tributi non riscossi.

A cinque anni di distanza, invece, dall’arrivo di Sepi a Santa Croce (di cui l’amministrazione ha acquisito anche una quota societaria), i risultati sembrano deludere le previsioni. A dirlo sono le parole dell’organo di revisione in merito al bilancio consuntivo 2014 approdato nel consiglio comunale di lunedì: «La capacità dell’ente - scrive il revisore - di recuperare risorse attraverso la partecipata Sepi Spa è risultata insoddisfacente dal riscontro dei dati numerici». Parole che hanno innescato le critiche delle opposizioni, in particolare dai banchi di “Ricostruiamo Santa Croce”, trovando da parte del sindaco Deidda il riconoscimento di «un dato – ha detto il primo cittadino – su cui abbiamo già messo gli occhi e sul quale dovremo lavorare».

Tributi mancanti. «Già nel consuntivo 2013 - afferma il consigliere Marco Rusconi di “Ricostruiamo Santa Croce” - avevamo rilevato come il recupero di Imu e Tarsu fosse marginale. Nel bilancio preventivo 2014, invece, si riportava un dato significativo sui residui attivi per la multe al codice della strada, pari a 780mila euro al 1 gennaio 2013, di cui a fine anno erano stati recuperati solo 60mila euro». Da qui le critiche della minoranza, che ha annunciato l’intenzione di presentare in futuro una mozione per chiedere di rinegoziare il contratto con Sepi. «Un contratto che ci costa 350mila euro - riprende Rusconi - in cambio di risultati che sembrano inferiori rispetto a quando il servizio era gestito dai dipendenti comunali». Il sindaco Giulia Deidda, per adesso, si limita a dire di aver già richiesto tutti i dati a Sepi, «con la quale - spiega - mi incontrerò a giorni in vista del bilancio di previsione 2015 che contiamo di approvare a luglio».

Un problema, tuttavia, che sembra comune un po’ ad ogni amministrazione, con la difficoltà (per tutti) di trovare soluzioni valide. I “cugini” di San Miniato, ad esempio, hanno conteggiato un totale di circa tre milioni e mezzo di tributi non riscossi tra 2008 e 2014, aprendo alla possibilità di ricorrere proprio ad una società esterna.

Servizi educativi. Tornando al consuntivo di Santa Croce, tra i temi di dibattito in consiglio si segnalano i servizi educativi, per i quali l’amministrazione, attraverso le tariffe, riesce a recuperare solo il 25% di quanto investito. Una situazione contestata dal “Centrodestra per Santa Croce” che ha chiesto l’introduzione «di correttivi per raggiungere una copertura maggiore».

«In pratica - ha ribattuto Deidda - mi viene chiesto di aumentare le tariffe. Perché di questo si tratta: se si analizzano le fasce di contribuzione si vede che la stragrande maggioranza di chi usufruisce di tali servizi sono nuclei familiari con oltre 18mila euro di reddito. Se anche facessi pagare di più quei pochi che pagano meno di certo non raggiungerei il 50% di copertura. È un fatto di scelte politiche. Le possibilità sono solo due: o si riduce la qualità o si aumentano le tariffe».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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