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Un progetto cinematografico per ricordare Giuseppe Gori

CIGOLI. Fu calzolaio, partigiano, patriota, poeta e comunista. Pochi personaggi incarnano più di Giuseppe Gori il Valdarno degli anni della Resistenza. Di umili origini, fu il capo dell'antifascismo...

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CIGOLI. Fu calzolaio, partigiano, patriota, poeta e comunista. Pochi personaggi incarnano più di Giuseppe Gori il Valdarno degli anni della Resistenza.

Di umili origini, fu il capo dell'antifascismo locale nella seconda metà del Ventennio; arrestato alla fine degli anni Trenta e condannato a 25 anni di carcere, in prigione si dedicò allo studio e scrisse molte poesie in italiano e in francese, ammalandosi gravemente di tisi a seguito delle condizioni carcerarie; scarcerato dopo l’8 settembre e tornato a Cigoli, dove organizzò la Resistenza, morì il 4 giugno 1945 in seguito alla malattia.

Una vicenda umana e politica da sempre riconosciuta dalla comunità cigolese, che fin da subito lo definì il “piccolo Gramsci”. Oggi, nel 70° di quella morte che lo colse agli albori dell'Italia liberata, saranno i ragazzi dell'Istituto tecnico Cattaneo a ricordarne le gesta con un film in progettazione, sotto la direzione di Andrea Mancini e Chiara Caruso e per la produzione de La Conchiglia di Santiago. Collabora e naturalmente fa gli onori di casa il Comitato Gori. Un percorso, quello della produzione di questo film, in fase di raccolta fondi, ma del quale è stato già girato un piccolo assaggio. Poco meno di mezz’ora che verrà proiettata domani alle 19,30, nei locali della Casa del popolo di Cigoli. Prima della proiezione una cena buffet, organizzata dal Comitato Gori, mentre dopo il film ci sarà un incontro con i ragazzi coinvolti, il preside, i professori, la popolazione e naturalmente i membri del Comitato.

«Un progetto cinematografico nato sulla scia di “Morrò senza vivere un momento. Recital su Giuseppe Gori martire antifascista”, spettacolo presentato il 4 giugno, con le bellissime canzoni di Marzio Matteoli e la narrazione epica di Andrea Mancini e di Monica Mori - raccontano lo stesso Mancini e i membri del comitato - Un progetto che durerà tre anni e alla fine produrrà un film che racconti la storia di Gori, ma anche quella di questi ragazzi, solo in piccola parte di origine italiana e per la maggiore provenienti da Senegal, Macedonia, Albania, Marocco».

Promozione di memoria ma anche, dunque, incontro di generazioni. «Coinvolgere i giovani delle nostre scuole per progetti che abbiano come tema la memoria, è il matrimonio ideale - commenta il sindaco Vittorio Gabbanini - In mano alle giovani generazioni c’è il nostro futuro e far loro conoscere storie e aneddoti di chi, come Giuseppe Gori, ha speso la vita per un ideale di pace, vuol dire gettare le basi perché simili atrocità non accadano mai più».

Nilo Di Modica

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