Il Tirreno

Pontedera

Un monomarca Poggianti in Cina

di Andreas Quirici
Un monomarca Poggianti in Cina

Spiccano il volo le camicie di Peccioli, presenti con un proprio stand a Pitti Uomo

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PONTEDERA. Un negozio monomarca in Cina per portare le camicie “made in Peccioli” nel cuore dello sviluppo economico planetario. È ciò che farà la ditta Poggianti, le cui radici affondano a Forcoli, prima del trasferimento sulla strada della Fila. Ma che adesso sta davvero spiccando il volo in una città del nord-ovest della Repubblica Popolare con oltre tre milioni di abitanti. «Per le aziende che producono al cento per cento in Italia – spiega Leonardo Poggianti – serve focalizzare l’obiettivo sui livelli più alti del mercato. E noi stiamo lavorando per questo».

L’azienda di camicie è tra quelle (poche) della provincia di Pisa presenti a Pitti Uomo, la rassegna della moda maschile che si concluderà domani alla Fortezza da Basso di Firenze. Le altre sono Trez di Pontedera e An italian theory con sede a Ponte a Egola. E per tutte le notizie dal mondo del fashion sono molto positive. L’operazione di sbarco in Cina di Poggianti è prevista nelle prossime settimane e punta a raccogliere numeri di produzione determinanti. D’altra parte, la popolazione in quella zona di mondo è talmente grande che se anche solo una piccola percentuale di clienti comprasse le camicie in arrivo da Peccioli, gli affari per Poggianti sarebbero d’oro. «Vedremo come andrà – spiega Leonardo – ma di sicuro la nostra presenza in Paesi come Giappone, Corea del Sud e la stessa Cina è già significativa. Del resto, qualche anno fa abbiamo ridotto il personale, calando i volumi produttivi, ma migliorando la qualità. I nostri articoli costano un dieci per cento in più rispetto a un anno fa. E non può essere altrimenti, visto che realizziamo tutto in Italia». E proprio il nostro Paese rappresenta sempre meno lo sbocco privilegiato per realtà come quella di Poggianti: «Ormai la quota di export è all’80%, una situazione molto diversa rispetto ad alcune stagioni fa quando eravamo più bilanciati con la vendita in Italia». Il fatturato nel 2015 procede a buoni ritmi, tanto che dovrebbe chiudere con un 5% in più rispetto all’anno scorso. «La scelta che ci sta premiando in questa fase è di avere cominciato tre anni fa a proporre camicie fantasia – riprende Poggianti – e di averne tantissime varietà».

La grande possibilità di scelta sta dando frutti molto buoni anche alla pontederese Trez, marchio di Barbara Federighi, che conferma la sua presenza a Pitti Uomo, forte di un andamento che si sta consolidando. «Abbiamo tanti prodotti in catalogo – racconta la stessa Barbara Federighi – proprio per incontrare i favori di più clienti. La nostra direzione ormai è chiara. Realizzare abbigliamento casual da uomo e donna a prezzi bassi, ma di buona qualità. E rivolgersi a negozi di fascia medio bassa, ma anche a quelli di livello medio-alto». E i risultati sono ottimi, visto che il fatturato crescerà del 15% nel 2015 rispetto all’anno scorso per un’azienda che produce in Cina e Bangladesh, ma che segue la catena di produzione con uffici direttamente nei Paesi in cui si realizzano gli articoli e che produce comunque al 20% nella zona di Pontedera, impiegando complessivamente oltre 50 persone, un numero cresciuto negli ultimi mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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