Gioco
Marti, torna a splendere la canonica della pieve
L’edificio è stato sottratto all’incuria con un lavoro certosino durato alcuni anni Domenica l’inaugurazione. Il parroco don Fabrizio: «Recuperata una perla»
MARTI. Per la piccola parrocchia di Marti è un altro tassello che va a impreziosire una struttura recuperata nel tempo. Un edificio sottratto all’incuria, passo dopo passo, e che da oggi potrà contare anche su uno spazio esterno finalmente recuperato, pronto per essere messo a disposizione della comunità.
È la canonica dell’antica pieve di Santa Maria Novella dove domenica si festeggerà l’inaugurazione degli spazi all’aperto, dopo la conclusione dei lavori che hanno permesso la sistemazione dei giardini e della platea esterna. Un intervento sostenuto in gran parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, insieme ai fondi della diocesi e della parrocchia. L’appuntamento è per le 11,15 di domenica, al termine della messa delle 10: dopo il saluto del parroco don Fabrizio Orsini e del sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi, interverranno l’architetto Silvia Lensi e il professor Giovan Battista Mattii in rappresentanza della Fondazione Carismi. Un’occasione di festa, a conclusione di quello che don Fabrizio definisce un po’ «l’ultimo lotto dei lavori alla canonica. Da quando sono arrivato qua nel 2000 - ricorda - ho cercato sempre d’impegnarmi per sistemare la chiesa e recuperare la canonica. Un edificio religioso che rappresenta la perla più preziosa per la nostra comunità ed è tra le chiese più belle della diocesi». Numerosi i lavori condotti nel tempo: dal restauro del crocifisso dello scultore Ferdinando Tacca (1673) fino al risanamento dei quattro timpani, dal recupero del quadro cinquecentesco di Matteo Baldini fino alla ristrutturazione complessiva della canonica. In tutto 750 metri quadri, divisi su tre piani, che sono stati interamente recuperati, compreso il piano seminterrato delle vecchie cantine che oggi ospita le attività dalla catechesi insieme a momenti ricreativi e culturali.
«Durante questi ultimi lavori - ricorda don Fabrizio - furono realizzate alcune fondazioni e una platea esterna a sostegno della struttura. Da allora, però, questo spazio non era mai stato sistemato definitivamente, rimanendo fino ad ora in condizioni fatiscenti». I lavori hanno permesso quindi il recupero degli intonaci, la sistemazione degli spazi a verde e l’istallazione dell’illuminazione, risolvendo anche i problemi di regimazione idraulica e trasformando la platea in un suggestivo terrazzo affacciato sul verde delle colline. «Lo spazio, già collegato alla canonica - riprende il parroco - sarà messo adesso a disposizione della comunità per favorire l’aggregazione delle famiglie e dei più giovani. Dobbiamo ringraziare ancora una volta, quindi, la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, in particolare il presidente Antonio Guicciardini Salini, per l’attenzione dimostrata nei confronti di un impegno culturale e di fede».
Giacomo Pelfer
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