Sicurezza
ILCOMMENTO / I mastelli griffati e lo slalom tra i sacchi
Ben venga la raccolta differenziata. Nessun dubbio sulla sua utilità, sul fatto che sia la miglior risposta allo smaltimento "intelligente" dei rifiuti. Ma sui metodi, i costi e la qualità del servizio di Geofor c'è molto da dire
Ben venga la raccolta differenziata. Nessun dubbio sulla sua utilità, sul fatto che sia la miglior risposta allo smaltimento "intelligente" dei rifiuti. Niente da dire. È sul metodo, sui costi e pure sulla qualità del servizio di Geofor che si può discutere. E pure parecchio. Così come sulla rigidità di un sistema che non fa distinzioni di sorta - ad esempio - tra le specificità del centro storico di Pontedera e quelle di piccole frazioni collinari come Montecastello o Treggiaia. Non ci dovrebbe voler molto a capire che un conto è raccogliere carta, indifferenziato, organico, vetro e altro in corso Matteotti, dove - a dire il vero - da un po’ di tempo a questa parte si è costretti a fare lo slalom tra "mastelli" e montagnette di sacchi stracolmi di rifiuti, con buona pace della tanto sbandierata politica del decoro urbano; e, cosa ben diversa, è, invece, compiere la stessa operazione su strade di campagna, in agglomerati di qualche decina di case, dove forse, invece di tanta complicata logistica operativa, basterebbe aggiungere qualche cassonetto, fornire delle fascette adesive nominative con cui "personalizzare" e identificare i sacchi e, per individuare l’eventuale furbetto, locale o in trasferta, una telecamera del costo di pochi euro; che magari sarebbe utile anche come deterrente per altri tipi di reati, visto che nelle frazioni è forte anche la preoccupazione per l’aumento dei furti e delle situazioni di spaccio degli stupefacenti.
Peccato che questa proposta, avanzata l’altra sera nel corso dell’assemblea pubblica svoltasi nell’affollatissima ex scuola elementare di Treggiaia, sia stata definita «troppo complicata» dal presidente di Geofor Paolo Marconcini. Che ha poi speso il resto della serata per arginare le richieste pratiche dei presenti ("Verrete a ritirare i rifiuti anche nelle strade private?", "Le forchette di plastica o le cialde per il caffè come sono classificate?", "Possiamo usare anche sacchetti diversi da quelli che ci verranno forniti?" e via dicendo) e illustrare tecniche di raccolta futuribili, allo studio nel comune-pilota di Calcinaia, con il ricorso a barcode (i codici a barre), chip, microchip, mastelli con bilance incorporate e altro ancora, queste sì davvero complicate, ma verosimilmente utili.
Detto ciò, resta il fatto che il sistema di raccolta mostra evidenti limiti per quanto riguarda praticità e standard qualitativi. Per non parlare dei costi, visto che l'aumento medio - come confermato dallo stesso Marconcini, che ha pure indicato in circa sessanta euro per ogni utente il costo dei kit per la raccolta, vale a dire i mastelli in plastica e i sacchetti biodegradabili, evidentemente “griffati” - sarà tra l’8 e il 10%.
In sintesi, per chiudere: paghiamo di più, ci complichiamo un bel po’ la vita, ma vuoi mettere com’è bello fare shopping tra i rifiuti in corso Matteotti, tenersi in casa quattro giorni l’acuta fragranza creata dagli avanzi del pesce, o un’intera settimana in giardino gli sfalci della siepe e l’erba del giardino? Facciamola, questa benedetta raccolta differenziata. Ma facciamola bene. E pesando meno sui bilanci - e la qualità della vita - delle famiglie.
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