Sicurezza
Azienda Rizzi in crisi protesta “in trasferta”
Manifestazione dei lavoratori emiliani davanti alla sede di Montopoli Ma anche per i dipendenti toscani, secondo i sindacati, il futuro non è roseo
MONTOPOLI. È una scena quasi surreale quella andata in scena ieri mattina davanti ai cancelli dell’azienda Rizzi Spa di Montopoli, nella zona industriale di Fontanelle, specializzata nella produzione di macchinari per concerie. Fuori dallo stabilimento la protesta dei ventidue dipendenti della sede modenese del gruppo: sede storica del marchio Rizzi, datato 1857, che la proprietà ha deciso di chiudere definitivamente nei mesi scorsi.
Oltre il cancello, invece, c’è il futuro incerto dei circa 30 colleghi della sede montopolese che, a quanto pare, non se la passano troppo meglio, con un recente affitto di ramo d’azienda che quasi sicuramente salverà solo una parte dell’attuale forza lavoro. È questo il quadro che probabilmente segnerà la scomparsa di uno dei marchi più conosciuti al mondo per la produzione di macchinari per concerie. Una storia iniziata a Modena quasi centosessant’anni fa e approdata da pochi anni nelle mani di un noto imprenditore montopolese, che aveva rilevato il marchio unendo l’azienda di Fontanelle con quella storica della città emiliana. «Un’azienda sana, che vanta un suo nome nel mondo e che ha sempre mantenuto buoni livelli produttivi», raccontano i lavoratori partiti ieri da Modena per portare la protesta davanti i cancelli di quella che, da circa un anno, è la sede legale dell’azienda. Evidenti, a detta dei lavoratori, i segnali che a più riprese indicavano la volontà di chiudere lo stabilimento modenese. «La situazione è precipitata di colpo - racconta Stefania Ferrari della Fiom-Cgil di Modena - Dopo che la proprietà ha comunicato l’intenzione di chiudere per trasferire tutto in Toscana, abbiamo prima definito la cassa integrazione per i lavoratori, con l’obiettivo di rivedersi per valutare la strada della mobilità. Ma a quel punto la situazione si è bloccata: la proprietà non si è più presentata agli incontri convocati in Provincia». Il tutto lasciando anche diversi importi da saldare, compresi gli stipendi bloccati dal mese di febbraio. Così, i 22 dipendenti emiliani, hanno deciso ieri di portare la protesta “in trasferta”. Ma anche a Montopoli gli operai non se la passano meglio, come ci conferma Stefano Benvenuti della Fiom-Cgil pisana. «La proprietà - spiega - ha aperto la procedura per cessare l’attività. Al contempo, però, è stato individuato un imprenditore del settore, attivo soprattutto col distretto conciario campano, con quale è stato sottoscritto un affitto di ramo d’azienda che interessa, però, solo una parte della produzione».
Da ieri, infatti, sull’ingresso dell’azienda è comparsa l’insegna Nappi Group, sotto la quale stanno lavorando a oggi solo 9 dei circa 30 dipendenti. «Siamo impegnati - dice Benvenuti - per far riassumere un organico superiore che consenta uno sviluppo dell’attività».
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