Sicurezza
Filma rapporto sessuale poi chiede i soldi: arrestato
PISA. Soldi per comprare il silenzio. Almeno 10.000 euro per evitare che i fotogrammi di quel rapporto orale finisse sul web creando qualche imbarazzo a uno dei due protagonisti del video a luci...
PISA. Soldi per comprare il silenzio. Almeno 10.000 euro per evitare che i fotogrammi di quel rapporto orale finisse sul web creando qualche imbarazzo a uno dei due protagonisti del video a luci rosse: quello sposato e con figli.
Accusato di estorsione, un barista di 26 anni, (non è stato fornito il nome dagli inquirenti), incensurato, di Pisa, è stato arrestato dai carabinieri al termine di un’indagine durata pochi giorni e coordinata, nel massimo riserbo, dal sostituto procuratore, Giovanni Porpora. Il giovane, contitolare di un bar del centro, è stato bloccato nella sua auto dai militari domenica alle 13 e portato in cella. Aveva i soldi, segnati dai carabinieri, nascosti in una scarpa. «Ne avevo bisogno, sono indebitato» ha detto confessando senza indugio.
Lo hanno atteso all’esterno del pubblico esercizio e quando è uscito con la somma pretesa dal fornitore, un 35enne, con cui aveva avuto un rapporto sessuale, è stato fermato. Alla scena hanno assistito diverse persone. Dall’episodio che è alla base della misura cautelare all’esecuzione dell’arresto sono passate un paio di settimane. Tra oggi e giovedì il barista comparirà davanti al giudice delle indagini preliminari per la convalida del fermo e l’interrogatorio di garanzia.
Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, l’incontro hard è avvenuto una quindicina di giorni fa. Il barista avrebbe filmato il rapporto orale con un telefonino nascosto e all’insaputa del fornitore che dopo qualche giorno si è sentito chiedere 10.000 euro per non vedersi in scene poco edificanti. Una divulgazione online del filmato avrebbe rovinato l’uomo che aveva deciso di concedersi una divagazione gay rispetto al ménage familiare che lo vede marito e padre.
Quando il barista ha presentato il conto dell’incontro hard, facendosi vivo più volte e in modo esplicito inviando anche il file video con la prestazione omosex, il partner occasionale ha scelto di ribellarsi al tentativo di ricatto e ha bussato alla porta dei carabinieri. Anche perché la moglie controllando il cellulare aveva scoperto la scappatella. Non c’è solo il racconto del tentativo di ricatto. Telefonate e sms sono stati sufficienti a definire un quadro capace di concludere la storia con un arresto.
Domenica alle 13, davanti al bar, all’arrivo del 26enne i militari lo hanno fermato nella sua auto dopo essere uscito dal locale dove aveva dato appuntamento con il fornitore-vittima per cedere il video in cambio dei soldi che l’uomo aveva finto di voler pagare per ottenere la sua libertà. Il barista spiegherà le sue ragioni, dal video girato alla richiesta di soldi, nell’interrogatorio in programma a breve con il giudice.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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