Il Tirreno

Pontedera

L’ultima farsa dell’Unione: a scuola 24 tariffe diverse

di Cristiano Marcacci
L’ultima farsa dell’Unione: a scuola 24 tariffe diverse

Ogni Comune si approva il proprio piano per la mensa e i servizi di trasporto Naufraga la “mission” dell’organismo, resta intatta la disomogeneità territoriale

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PONTEDERA. È sempre più difficile, obiettivamente, dar torto a coloro che sostengono con convinzione la tesi secondo cui l'Unione dei Comuni della Valdera assomiglia ad un carrozzone di vecchia concezione, inutile e costoso per le tasche dei cittadini. La riprova c'è stata venerdì 5 giugno, quando nel pomeriggio si è riunita la giunta dell'Unione, costituita dai sindaci dei dodici Comuni che compongono l'ossatura dell'organismo. Ancora una volta, invece di semplificare, convogliare le energie verso un unico obiettivo e rispondere in questo modo alla “mission” principale dell'Unione, che sarebbe ovviamente quella di unire, si finisce per disunire e per certificare la disomogeneità tra i vari territori e le varie amministrazioni municipali. È successo così anche l'altro giorno, con la giunta chiamata a varare le tariffe dei servizi scolastici per la stagione a venire, quella 2015-2016. Trattandosi di Unione dei Comuni, si potrebbe pensare a due sole tariffe (una per la mensa e una per i trasporti) valide in tutto il territorio della Valdera. E invece no: i dieci sindaci presenti alla riunione di giunta (il presidente Simone Millozzi per Pontedera, Corrado Guidi per Bientina, Alessio Lari per Buti, Lucia Ciampi per Calcinaia, Arianna Cecchini per Capannoli, Mirko Terreni per Casciana Terme Lari, Giacomo Tarrini per Chianni, Alessio Barbafieri per Lajatico, Renzo Macelloni per Peccioli e Francesca Brogi per Ponsacco) sono stati protagonisti dell'ennesima farsa che si è consumata all'interno delle stanze della sede di via Brigate Partigiane. In pochi minuti hanno approvato le tariffe per il nuovo anno scolastico, ma i piani tariffari che hanno goduto del via libera sono ben ventiquattro, dodici per quanto riguarda il servizio di refezione scolastica e dodici per quanto riguarda i servizi di trasporto. In pratica, ogni Comune e ogni sindaco ha portato il proprio e si è fatto approvare quello. Nessuna Unione, quindi, e nessuna uniformità sulle tariffe. Chi fa pagare di più, chi fa pagare di meno, prevedendo magari fasce di sconto rispetto all’Isee familiare oppure sulla base del numero dei figli frequentanti istituti scolastici.

Insomma, un maxi rebus, quasi come quello che incornicia il futuro della stessa Unione dei Comuni della Valdera. «Così com’è strutturata, non può funzionare e non serve a nulla», ha sempre sottolineato, a questo punto a ragion veduta, il sindaco del Comune di Peccioli Renzo Macelloni. Lui lo sa bene: entro la fine dell’anno la legge regionale 68 del 2011 impone ai Comuni sotto i cinquemila abitanti (come appunto Peccioli) di associare tra loro la maggior parte delle funzioni. Una scadenza a cui si guarda con preoccupazione, perché un’Unione ridotta così non può sicuramente rappresentare un adeguato ed efficace sbocco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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