Gioco
Centinaia di sanzioni per i passi carrabili rimasti “fantasmi”
Tantissimi i cittadini che non li avevano dichiarati, ora dovranno pagare 41 euro di multa e circa 30 euro all’anno
SAN MINIATO. Sta per approdare anche a Ponte a Egola il censimento dei passi carrabili. Un percorso a tappe, partito tre anni fa e che passo passo sta toccando tutte le frazioni del comune di San Miniato: iniziato da Ponte a Elsa nel 2012 e proseguito poi in direzione ovest. Un lavoro lento, complesso, ma che ad oggi ha già dimostrato la sua efficacia, scovando alcune centinaia di evasori sprovvisti del regolare cartello di passo carrabile. In alcuni casi evasori in buona fede, convinti che nel loro caso il cartello (e quindi il tributo) non fosse dovuto. In molti altri la classica abitudine di chi non ha mai pagato e che, in assenza di richiami, preferisce continuare a farlo. Da qui la volontà di mettere un po’ d’ordine nella banca dati dei passi carrabili censiti. «Un fatto di giustizia, innanzitutto, nei confronti di chi ha sempre pagato – dice il comandante della polizia municipale di San Miniato Dario Pancanti –. Un modo per recuperare quella che comunque è una piccola evasione, evitando che la Corte dei Conti, in futuro, possa chiederci spiegazioni in merito». Chi viene trovato senza il regolare cartello subisce una sanzione di 41 euro e la conseguente iscrizione negli elenchi comunali. Il tutto per una cifra di quasi 12 euro a metro quadro, pari ad un totale di circa una trentina di euro l’anno per ogni accesso. «Come abbiamo spiegato più volte però – precisa Pancanti – la nostra volontà non è quella di sanzionare né di far cassa». Ai trasgressori, del resto, non viene chiesto niente per quanto riguarda i tributi pregressi: «Abbiamo voluto fare una sorta di anno zero – riprende il comandante – facendo in modo che il censimento fosse l’occasione per informare i cittadini».
Partito, come detto, dalle abitazioni di Ponte a Elsa, il controllo sui passi carrabili ha già interessato La Scala, San Miniato Basso, San Miniato, Cigoli e La Catena fino a Molino. Nelle prossime settimane sarà il turno di Ponte a Egola seguito poi da San Donato, San Romano e infine la Valdegola e tutte le altre frazioni più piccole. A tutto questo, però, andranno aggiunte infine le tantissime utenze affacciate sulla statale Tosco-Romagnola: «Solo da pochi anni – ricorda Pancanti – il nostro Comune ha preso in carico la gestione del proprio tratto di statale 67. Al momento, Anas ci ha fornito la propria banca dati, anche se probabilmente non sarà molto aggiornata». All’appello, quindi, manca ancora buona parte del lavoro, e tutto fa pensare che alla fine i numeri saranno più che consistenti. Intanto, pochi giorni fa, il comandante Pancanti è stato invitato alla nuova Consulta di Ponte a Egola per parlare proprio di passi carrabili, in modo che i cittadini non in regola possano correggere l’errore evitando la sanzione. «L’obbligatorietà del cartello – ha spiegato Pancanti – è data dall’esistenza o meno di manufatti che uniscono la quota della strada con quella dell’accesso, ad esempio marciapiedi ribassati o interrotti. In tutti gli altri il cartello non è obbligatorio».
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