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Ambiente e burocrazia: il caso

Una farnia secolare fa litigare due Comuni

Una farnia secolare fa litigare due Comuni

CASTELFRANCO DI SOTTO. È un appello che ha tutto il sapore della polemica quello che il Consorzio forestale delle Cerbaie lancia nei confronti dell’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte. Al...

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CASTELFRANCO DI SOTTO. È un appello che ha tutto il sapore della polemica quello che il Consorzio forestale delle Cerbaie lancia nei confronti dell’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte. Al centro del contendere l’ultima farnia secolare situata in località Tonsana: una farnia di quasi 45 metri di altezza che rappresenta l’albero più alto di tutta l’area delle Cerbaie.

Domani, proprio ai piedi della farnia, si svolgerà anche l’ultimo appuntamento della rassegna “Celesti Arie in Verdi Aree”, con le note della musica di Bach e degustazioni gastronomiche. Un piccolo gioiello insomma, che pochi anni fa era stato oggetto di un intervento di manutenzione e valorizzazione sostenuto con 15mila euro di fondi regionali, in linea con quanto realizzato anche nell’area di Pianore e Tavolaia, ricadente sempre nel territorio di Santa Maria a Monte. Dal 2012, però, la manutenzione dell’area si è completamente arrestata, fino a quando il Consorzio forestale è riuscito a raggiungere un accordo con la famiglia Lapi, proprietaria della farnia, per garantirne la pulizia dell’area. Un esito che a detta del Consorzio deriva dall’assoluta mancanza d’ interesse da parte del Comune di Santa Maria a Monte. «Dobbiamo registrare, purtroppo - dice il presidente Federico Grossi, assessore al Comune di Castelfranco - una mancanza di sensibilità da parte della giunta Parrella». «Un accordo del 2011 - spiega il direttore del Consorzio Andrea Bernardini - concedeva l’area della farnia in comodato al Comune di Santa Maria a Monte, che a sua volta stanziava un finanziamento all’Ecoistituto delle Cerbaie per garantire la manutenzione minima dell’area. Finanziamento da 1500 euro che è arrivato solo il primo anno, l’ultimo della giunta Turini, con cui concordammo per gli anni successivi uno stanziamento di poco superiore». Soldi che non sono mai arrivati.

«Al momento del rinnovo del Consorzio - racconta Grossi - non era presente alcun esponente della giunta guidata dal sindaco Parrella. Da lì in poi abbiamo continuato ad invitarli sempre al Cda, senza ricevere risposta alle nostre mail. Alla luce di tutto questo vogliamo capire qual è l’interesse dell’amministrazione di Santa Maria a Monte. Parliamo, del resto, di un’area interessante dal punto di vista ambientale e turistico». ( g.p.)

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