Sicurezza
Si prostituiva a 16 anni condannato il “cliente”
Pena di un anno e otto mesi a un sessantaduenne residente a Pontedera L’uomo offriva pochi spiccioli per fare sesso a un ragazzino d’origine slava
PONTEDERA. Pochi spiccioli per fare sesso.Incontri occasionali consumati in fretta quelli tra un adulto e un ragazzino, che all'epoca dei fatti aveva solamente sedici anni.
Una storia che mette insieme disagio sociale e codice penale e che in Tribunale a Pisa si è conclusa con una condanna a un anno e otto mesi e duemila euro di multa nei confronti di Emiliano Donà, 62 anni, nativo di una località in provincia di Brescia ma residente da tempo a Pontedera.
Pesante l'accusa nei suoi confronti: prostituzione minorile.
La vicenda è stata rievocata nelle aule del palazzo di giustizia, pubblico ministero Paola Rizzo, nel corso del processo sul legame tra l'imputato e il minorenne.
Diverse per esperienza e contesto le storie dei due protagonisti. Donà non è sposato e vive da solo a ridosso del centro di Pontedera. Un carattere schivo, senza grandi relazioni con l'esterno. Un'esistenza appartata che nel corso degli anni non si è mai evoluta.
L'obiettivo delle sue attenzioni sessuali era, nel periodo ricordato in Tribunale, un giovane slavo ospite di una casa famiglia del posto.
Un ragazzino con un passato recente turbolento al quale i servizi sociali avevano dato la possibilità di rimediare agli errori commessi e gettare le basi per ripartire con un'altra vita. Se non diversa in tutto e per tutto, almeno corretta negli aspetti che fino a quel momento erano sconfinati nella violazione della legge.
La conoscenza era stata casuale, ma poco alla volta il sessantaduenne era riuscito a fare breccia nell'intimità dell'adolescente al punto da proporgli piccole somme in cambio di rapporti sessuali.
Con 10, 20 euro, stando all'accusa, Donà comprava il corpo del ragazzino che con quei soldi aveva modo di garantirsi un minimo di indipendenza.
Gli incontri sono stati diversi e, fino a che non sono stati scoperti, adulto e minorenne non hanno avuto problemi nel portare avanti una frequentazione con una differenza di età di almeno mezzo secolo.
La debolezza dell’uomo per i minorenni e l'opportunità di guadagnare qualche soldo per il ragazzino slavo sono stati gli ingredienti avariati di una storia finita in Tribunale con l'ultimo capitolo che racconta di una condanna per prostituzione minorile.
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