Finanza
Le lapidi dell’Eccidio esposte entro il 22 luglio
Lo ha annunciato in consiglio comunale il sindaco Vittorio Gabbanini Venerdì prossimo è previsto un sopralluogo a San Miniato della Soprintendenza
SAN MINIATO. Unitaria ma accidentata la via del ricompattamento della maggioranza sulla questione delle lapidi sull'Eccidio. Sembrano infatti essersi diradati rapidamente, e per la verità in tutto lo spettro politico, i dubbi sull'opportunità di aver tolto i due blasoni dal municipio, seppur nella condanna unanime, almeno fra le opposizioni, sui tempi e i modi dell’operazione, giudicata frettolosa e poco partecipata.
Questa la sintesi della discussione svoltasi giovedì pomeriggio in consiglio comunale, dove alla fine con i soli voti del Partito Democratico è passata la mozione presentata dal capogruppo Pd Alessio Spadoni che chiedeva un ricollocamento delle lapidi in un luogo pubblico. Una discussione non scevra dai toni polemici ma nemmeno da ambiguità e che ha visto anche scaldarsi il clima in un’occasione, in virtù delle incalzanti richieste di chiarimento degli intenti del Comune da parte della consigliera Laura Cavallini, di Immagina San Miniato. L’impegno, infatti, c'è. La mozione di fatto è votata, compresa la parte in cui sindaco e giunta si vincolano, previe valutazioni degli enti, a ricollocare le lapidi, intanto, in un luogo pubblico entro l'anniversario del 22 luglio. Peccato non vi sia traccia, nella risposta di Gabbanini, di accenni alla famosa data. Un lasso di tempo peraltro già criticato dallo stesso sindaco in alcune dichiarazioni pubbliche giorni fa.
Di qui l'astensione delle varie forze politiche e l'ira di Immagina San Miniato. Uniche cose certe, annunciate da Gabbanini, sono il sopralluogo della Soprintendenza il prossimo 19 giugno, con invito esteso anche al comitato “Ferruccio Parri”, e la ferrea volontà dell’amministrazione di portare avanti la costruzione del Museo della Memoria, futura sede delle lapidi, i cui tempi di realizzazione sono però da chiarire. «Quel travaglio delle coscienze che le due lapidi testimoniavano meritava una migliore e più chiara spiegazione e divulgazione, in un luogo sacro per la memoria della collettività - ha dichiarato il primo cittadino - Questi i motivi che ci hanno spinto a toglierle. Nessun luogo è più adatto del nuovo museo».
Critici sui modi ed i motivi di tanta fretta gli esponenti delle altre forze, a cominciare da Carlo Corsi di Forza Italia: «Fossi diventato sindaco le avrei tolte anche io, ma non mi si venga ancora a dire, come recita la mozione, che la colpa, alla fin fine, è dei nazifascisti». Nettamente distinta la posizione di Cavallini: «Ancora oggi non sappiamo come mai gli organi istituzionali non sono stati coinvolti né perché, se il museo è ancora tutto da immaginare, si siano tolte le lapidi in fretta e in sordina».
Nilo Di Modica
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