Il dolore
Federica ascolta e racconta la voce e i sensi delle piante
A Cenaia si possono scoprire e capire le emozioni del mondo vegetale All’interno dell’azienda Oasi Verde si sperimenta un macchinario ad elettrodi
CRESPINA LORENZANA. Lei che ascolta un acero nel giardino dei cinque sensi. Per capire come percepisce la carezza.
Per ascoltare il dolore di quando viene tagliato. Per carpire la paura quando si avvicina il fuoco.
Federica Dini da anni studia quella che tanti scienziati chiamano “intelligenza vegetale”. Anzi, fa di più: nella sua azienda di Cenaia dimostra a tutti che le piante parlano.
«È un linguaggio di tipo diverso rispetto a quello a cui siamo abituati, basato sulle onde sonore a cui è affidato il suono della voce: le piante infatti comunicano all’esterno usando, al posto delle onde sonore, le variazioni della resistenza del proprio sistema linfatico, che assumono la forma di vibrazioni. In pratica, è come se un ruscello potesse comunicare variando opportunamente il suono dello scorrere dell’acqua nel suo alveo», racconta lei che dal 1999 porta avanti col marito e la famiglia il vivaio Oasi verde di Cenaia (info@oasidelverde.net), una realtà che va ben oltre la vendita.
«Facciamo progetti con le scuole, corsi di orto terapia, cosmesi naturale, naturopatia e tante iniziative sociali: quello che cerchiamo di trasmettere è che dietro ad una pianta da 50 centesimi c’è un mondo», continua.
Quel mondo - che è anche dentro quelle piante - è ciò che Federica Dini, in collaborazione con l’associazione fiorentina Damanthur e l’associazione Tutti giù per Terra sta cercando di far scoprire ad appassionati e curiosi.
Le piante hanno loro scale musicali proprie che il macchinario realizzata in laboratorio, riesce a carpire attraverso alcuni elettrodi che le catturano e le rendono udibili a tutti.
«L’associazione di Firenze ci ha messo a disposizione un macchinario che permette di rilevare la voce delle piante, ovvero le melodie che possono essere composte dalle stesse piante grazie ad una strumentazione elettronica che converte le variazione bioelettriche delle piante in suoni». Una prima prova aperta a tutti c’è stata alcune settimane fa. Ed ha avuto una partecipazione incredibile.
LA VODE DELLE PIANTE
Un’altra sarà ad ottobre, ma Dini non esclude di poter intensificare queste giornate di scoperta, proprio per educare al rispetto del verde e del mondo vegetale in generale.
«La prima volta che ho ascoltato la voce delle piante non riuscivo a contenere l’emozione: la linfa scorre nelle piante come il sangue fa nelle nostre vene – spiega – Grazie a degli elettrodi, uno piazzato nelle radici e l’altro su una foglia si riesce a sentire le vibrazioni che rilascia la pianta quando viene accarezzata, oppure se viene tagliata: sono suoni molto diversi che manifestano i loro differenti stati d’animo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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