Il dolore
Uniti dalle stesse sofferenze e dalla lotta
Gemellaggio tra i lavoratori della Valdicecina e i colleghi del call center People Care di Collesalvetti
SALINE DI VOLTERRA. «E’ vero, ci dividono alcuni chilometri, ma viviamo le stesse sofferenze. Anche se la situazione dei lavoratori di Saline di Volterra attualmente è migliore della nostra». Jana Vidrih è una delle dipendenti del call center di People Care a Collesalvetti che ieri, insieme al suo collega Filippo Belandi, ha fatto visita ai dipendenti della Smith Bits per una sorta di gemellaggio tra le due realtà, colpite dalla crisi. La situazione di quelli di People Care è peggiore, perché sono stati costretti a occupare lo stabile in cui hanno lavorato fino a poco tempo fa, visto che dal 31 maggio scorso sono, in pratica, licenziati. La vertenza del call center sta vivendo un momento di forte tensione, perché si sta provando a creare le condizioni per far acquisire l’azienda da una società. Si tratta forse dell’ultimo tentativo, prima della fine di una vicenda che coinvolge 350 lavoratori, il 90% donne, che non hanno neppure la possibilità di sfruttare la disoccupazione. In questo gli operai della Smith Bits hanno ancora margini rispetto a un contesto che vivrà il suo momento clou il 19 giugno, quando l’azienda presenterà il piano industriale. L’incontro sotto il gazebo del presidio di Saline di Volterra è stato caratterizzato dalla presenza di tutti gli operai a lavoro della Smith, che hanno fatto sciopero per partecipare alla visita da parte dei lavoratori di Collesalvetti. Questi ultimi hanno portato uno striscione in solidarietà ai volterrani (“Uniti nella lotta con i lavoratori della Smith”), ricevendo in cambio la maglietta con la scritta “no alla chiusura della Smith Bits”. Il dialogo sulle due vertenze è stato incentrato su una sorta di aggiornamento delle rispettive situazioni, con Belandi e Vidrih che hanno raccontato le difficoltà di questo momento: «Siamo rimasti in poco meno di 150 al presidio, ma non importa. Dovremo resistere ed evitare che svuotino il capannone degli strumenti di lavoro. Sperando che poi accada il miracolo». (a.q.)
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