Il Tirreno

Pontedera

Smith, il blocco non verrà allentato È sfida all’azienda

Smith, il blocco non verrà allentato È sfida all’azienda

L’assemblea decide per la fermezza: il presidio resta Gli scalpelli non dovranno uscire dallo stabilimento

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SALINE DI VOLTERRA. Era nell’aria, ma ora è arrivata l’ufficialità. Il blocco delle merci in uscita rimane e la palla passa nel campo della Smith Bits che ora dovrà decidere se dare seguito a quanto comunicato l’altro giorno per lettera alla Rsu: mettere a casa i lavoratori per mancanza di commesse. L’assemblea che si è svolta ieri pomeriggio ha decretato il mantenimento del presidio davanti ai cancelli per impedire che gli scalpelli per le perforazioni petrolifere non raggiungano la destinazione delle società committenti. Una linea dura che crea notevoli problemi alla multinazionale. E che potrebbe lasciare senza stipendio i dipendenti. Sempre che non venga accettata la richiesta dei sindacati di ritirare la mobilità.

Mobilita’ da ritirare. Già, perché questa è la condizione posta dai rappresentanti dei lavoratori. «Siamo disposti ad allentare le maglie del blocco, ma solo a fronte del ritiro della mobilità», è stato detto da Andrea Pagni e Luciano Soldi, due delle Rus, al responsabile del personale, Mauro Marchi, durante l’incontro dell’altro giorno. «In questo momento viviamo una situazione di grossa disparità nei confronti dell’azienda – ha ripreso Pagni – La spada di Damocle della mobilità condiziona la vertenza e i lavoratori hanno scelto di andare fino in fondo in fondo in questa vicenda. Anche a costo di rimetterci lo stipendio». E’ un braccio di ferro che, forse, i vertici di Smith Bits pensavano di vincere. Ma che adesso li pone nella condizione di dover scegliere fra tre strade. Lasciare le cose come stanno, rinunciando a consegnare gli scalpelli, perdendo soldi e credibilità nei confronti dei clienti. Mandare a casa gli operai attirandosi le ire dell’opinione pubblica. Fare un passo indietro, togliere la mobilità e rasserenare gli animi.

Aspettando il piano. «Da quello che decideranno di fare capiremo anche cosa ci aspetta in vista del 19 giugno», riprende Pagni, giorno in cui l’amministratore delegato, Giuseppe Muzzi, presenterà il piano industriale nella sede della Confindustria pisana. «Non sarà facile per loro prendere una strada o un’altra – sottolinea ancora il sindacalista – ma resta il fatto che il nostro percorso è tracciato e che non ci piegheremo. Sono proprio curioso di vedere cosa faranno». La Rsu ha già comunicato a Marchi la decisione presa dall’assemblea. E da un momento all’altro si attendono gli sviluppi di una vicenda che sta continuando a interessare tutta la Valdicecina.

I sindaci con gli operai. «Quella scaturita dall'assemblea dei lavoratori è stata senz'altro una decisione meditata ma difficile, su cui si sono dovuti necessariamente esprimere, senza interferenze». Il sindaco di Volterra, Marco Buselli, commenta le ultime notizie dal presidio a nome dei suoi colleghi della Valdicecina. «Qualsiasi fosse stato l'esito dell'assemblea noi, comunque, siamo con i lavoratori – aggiunge il primo cittadino -. Quel che è assolutamente inaccettabile è ciò che invece ventila l'azienda, ossia la messa in libertà dei lavoratori. Parlo in questo senso, anche a nome degli altri sindaci della zona. Che l'azienda invece pensi a lavorare ad un piano degno di questo nome, anziché a distruggere i già deboli equilibri esistenti. L'azienda non provochi ulteriormente, più di quanto non abbia fatto finora, e non peggiori il clima di una già difficilissima trattativa».

Andreas Quirici

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