Proteste
A casa e senza stipendio: doccia fredda per gli operai della Smith. Espolde la rabbia davanti ai cancelli
Volterra, l'azienda risponde alla decisione di mantenere il blocco delle merci in uscita con l’inasprimento dei toni. Offese e lanci di uova contro l'auto del capo del personale
VOLTERRA. La Smith Bits risponde alla decisione di mantenere il blocco delle merci in uscita con l’inasprimento dei toni. Dalle 11,30 di venerdì 12 giugno, quasi la totalità degli operai è stata “messa in libertà”, una formula che significa la sospensione dell’attività a zero ore. Lavoratori a casa e senza stipendio, quindi, ma tensione che è salita alle stelle al presidio davanti ai cancelli della fabbrica di Saline di Volterra.
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La totalità dei dipendenti del turno di mattina si è concentrata davanti allo stabilimento, raggiunta dai sindaci della Valdicecina. L’attesa è per capire cosa farà l’azienda rispetto agli scalpelli prodotti, ma non ancora consegnati ai committenti, proprio a causa del blocco delle merci imposto dagli operai. Gli stessi operai hanno indetto un'assemblea permanente. Una situazione che da più parti era stato chiesto di evitare, proprio per non far salire alle stelle la tensione. Anche il sindaco di Volterra, Marco Buselli, parlando a nome dei suoi colleghi della Valdicecina, aveva chiesto all’azienda di non seguire questa strada, ma di pensare a un piano industriale che potesse dare respiro all’intero territorio anche per il futuro. Invece, poco dopo la comunicazione da parte della segreteria di Stato della Santa Sede al vescovo di Volterra in cui si suggerisce ai lavoratori di andare in udienza da Papa Francesco, è arrivata la doccia fredda della “messa in libertà”. Il tam tam sui social network è subito cominciato dopo che Andrea Pagni, membro della Rsu, ha comunicato il provvedimento dell’azienda su Facebook.
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Ed è verosimile credere che ci saranno decine di lavoratori davanti ai cancelli per impedire che dalla fabbrica escano gli scalpelli prodotti nelle ultime settimane e non consegnati. Momenti di tensione ci sono stati nel pomeriggio quando è uscito il capo del personale, Mauro Marchi, reputato quasi al pari dell'amministratore delegato, Giuseppe Muzzi, è stato salutato con ululati e sfottò da parte degli operai rimasti ad attenderlo. Ma anche un buon numero di uova sull'auto e qualche sputo. Destino simile è toccato ad altri due vertici dell'azienda.
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Una scena sorvegliata dalle forze dell'ordine che non è sfociata in atti di violenza, l'ennesima dimostrazione di civiltà da parte dei dipendenti in un momento estremamete delicato della vertenza. Marchi si è preso un po' d'insulti in rappresentanza della dirigenza di Smith. Una reazione comprensibile, vista la situazione. Contemporaneamente alla "messa in libertà" di quasi tutti i lavoratori (sono rimasti al loro posto in circa dieci amministrativi), infatti, Smith Bits ha chiesto anche la cassa integrazione ordinaria per mancanza di commesse.
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