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Imu “gonfiata” per alcuni terreni

Imu “gonfiata” per alcuni terreni

San Miniato: aliquota superiore al dovuto secondo i 5 Stelle per i proprietari dei lotti inseriti nelle aree di completamento

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SAN MINIATO. Ad appena quattro giorni dalla scadenza della prima rata dell’Imu (il 16 giugno) ci sono terreni, nel Comune di San Miniato, per i quali i proprietari pagheranno un’aliquota “gonfiata” rispetto al loro attuale valore di mercato. Sono i terreni collocati nelle cosiddette “aree di completamento”, classificati come edificabili in base al regolamento urbanistico vigente, ma “azzerati” in blocco nel nuovo regolamento adottato a marzo 2014 di cui si attende a breve la definitiva approvazione, forse nel consiglio comunale di luglio.

Un arco temporale, quello compreso fra l’adozione e l’approvazione, che di fatto ha creato una sorta di limbo: nel 2014 (e ormai anche per la prima rata del 2015), in pratica, i proprietari hanno continuato a versare un aliquota proporzionata al vecchio valore di mercato, nonostante il nuovo regolamento (seppur solo approvato) li avesse ormai declassati ad aree non più edificabili. E la differenza in termini di conteggio Imu, certo, non è di poco conto. Da qui le critiche del movimento Cinque Stelle di San Miniato che già nel mese di aprile aveva segnalato il caso presentando una mozione in consiglio, a firma della consigliera Chiara Benvenuti, nella quale si chiedeva all’amministrazione la restituzione delle quote non dovute per il 2014 e la revisione delle tabelle Imu (tutt’ora ferme al 2009) in modo da non ripetere lo stesso errore nel 2015.

Mozione che venne respinta a maggioranza nella discussione di consiglio, a seguito della quale, però, i 5 Stelle decisero di chiedere un apposito parere legale. La risposta dell’avvocato Luca Scarselli, arrivata in questi giorni, ha confermato che «il pagamento dell’imposta Imu, per i lotti ancora non edificati in aree di completamento, non è assolutamente dovuto». «È palese - si legge - che con l’introduzione del nuovo regolamento, seppur solamente adottato, non è più possibile l’edificazione in questione. Di conseguenza una simile situazione influisce direttamente sul valore venale del terreno». Se la questione è chiara per il 2015, tuttavia, il nodo appare più complesso per ciò che riguarda il 2014. Ai fini dell’Imu, infatti, la legge ne stabilisce l’applicazione in base al “valore venale al 1 gennaio dell’anno di imposizione», mentre il nuovo regolamento è stato adottato nel mese di marzo. «In realtà - scrive Scarselli - una simile interpretazione legislativa non è coerente con il dettato normativo, perché la modifica urbanistica va ad incidere sulla base imponibile che è uno dei presupposti del pretesa tributaria».

Una spiegazione che potrebbe aprire la strada anche alla richiesta di eventuali rimborsi. Nonostante tutto, però, al momento niente autorizza i proprietari di terreni “declassati” e non versare l’Imu. «Gli stessi commercialisti sono ingessati - afferma la consigliera Benvenuti - perché occorrerebbe una delibera che intervenga a chiarire la situazione. Ormai mancano solo quattro giorni alla prima rata. Di fatto ci saranno proprietari costretti a pagare più del dovuto».

Giacomo Pelfer

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