Proteste
Falso allarme scabbia, nota di Comune e Asl
SANTA CROCE SULL’ARNO. Un post scritto su Facebook e fatto sparire in fretta e furia, in cui si parlava di emergenza sanitaria per la scabbia a Santa Croce, ha indotto sindaco e Asl a fare chiarezza....
SANTA CROCE SULL’ARNO. Un post scritto su Facebook e fatto sparire in fretta e furia, in cui si parlava di emergenza sanitaria per la scabbia a Santa Croce, ha indotto sindaco e Asl a fare chiarezza. Il sindaco di Santa Croce e la direzione aziendale della Usl 11 ritengono necessario chiarire illazioni che circolano in questi giorni sui social network riguardo a una “emergenza sanitaria” (come scritto) riguardante la scabbia, in corso tra la popolazione dello stesso territorio comunale.
«Questa voce non trova conferma nelle notifiche di malattie infettive e diffusive che i medici sono obbligati a fare qualora accertino o addirittura sospettino un caso», dicono Asl e Comune. «Da questa fonte informativa si può rilevare che nello stesso territorio comunale in questi ultimi tre mesi sono stati notificati 4 casi. La loro entità e il loro profilo epidemiologico escludono assolutamente una situazione di epidemia e di “emergenza sanitaria” ma confermano la dimensione endemica e quindi ordinaria della situazione attuale del comune di Santa Croce. Pertanto sostenere che è in atto un’emergenza sanitaria non fa altro che generare allarmismo inutile e pericoloso. La situazione epidemiologica delle malattie infettive e diffusive viene attestata come abbiamo ricordato più sopra dalle notifiche di casi accertati e sospetti, così come stabilito da un decreto ministeriale del 1990. Rispetto a questo sistema di sorveglianza si attivano e si appropriano le misure di profilassi».
Ovviamente, visto l’allarme che si è creato nella cittadina, il sindaco ha interpellato un avvocato per chiedere un parere legale e valutare se ci siano gli estremi per procedere con una querela nel confronti dell’autore del post apparso su Facebook e che in qualche modo potrebbe essere chiamato a rispondere del reato di procurato allarme. «Abbiamo sentito la necessità di fare chiarezza - dice il sindaco - per non alimentare un allarme che non c’è. Rispetto all’ipotesi di una denuncia valutermo come procedere. Chi mette in giro notizie false deve poi anche risponderne».
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