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Il libro: l’analista, un nuovo ruolo per il criminologo

Il libro: l’analista, un nuovo ruolo per il criminologo

PONTEDERA. C’è un nuovo ruolo per il moderno criminologo che, come un analista, esamina e mette insieme fatti e notizie come si potrebbe fare con l’edizione critica di un testo per poi andare a...

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PONTEDERA. C’è un nuovo ruolo per il moderno criminologo che, come un analista, esamina e mette insieme fatti e notizie come si potrebbe fare con l’edizione critica di un testo per poi andare a ricomporre il mosaico di un reato ed arrivare alla ricostruzione più vicina alla realtà.  “L’analista, un nuovo ruolo per il criminologo sulla scena del crimine”, edito da Viator, è il titolo di un volume scritto dall’avvocato e criminiloga forense Federica Malacarne di Pontedera e da  Jessica Ochs, crimologa e docente universitario e Massimo Tettamanti, chimico ambientale e crimologo forense, con la prefazione del maggiore dei carabinieri Domenico Pasquale Montemurro, analista di intelligence e comandante del reparto operativo dei carabinieri della Spezia, che mette in luce una tipologia di studio del crimine che comincia da informazioni semplici da reperire, come le relazioni degli specialisti sulla scena, i dati ministeriali, le indagini, i verbali e le sentenze, la situazione carceraria per poi rielaborarli e ricostruire la realtà dei fatti applicando anche procedure prese da altri ambiti come il marketing.

Il libro, scritto per vincere certi preconcetti sul ruolo del criminologo spesso accostato a quello di alcuni personaggi resi famosi dalle serie televisive, e assicurargli il ruolo che invece gli spetta nell’analisi e ricostruzione di casi complessi, quando è necessario sapere leggere tra le righe, il riuscire a guardare oltre il primo impatto.  

A conferma di questa tesi l'avvocato Malacarne, grazie alla collaborazione della Sezione Penale del Tribunale di Pisa e dell'Asl 5 pisana, ha effettuato una ricerca sui reati di danno alla persona incrociando i rapporti del 118 con i dati emersi dalla lettura delle sentenze emesse dal Tribunale nel ventennio 1990-2011.

La comparazione di questa ricerca, con le altre effettuate in istituzioni carcerarie del nord e del sud, ha permesso di specificare i caratteri precipui dei diversi reati a seconda della zona in cui erano stati commessi.

«Le modalità del reato – spiega Federica Malacarne – spesso ne caratterizzano la motivazione. Da ciò emerge quanto l'analisi criminologica sia importante per chiarire ed indirizzare le indagini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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