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Bloccati nell’ascensore a scuola

Bloccati nell’ascensore a scuola

Alla elementare di Cenaia: 7 alunni e una insegnante sono stati soccorsi e liberati dai vigili del fuoco

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CENAIA. Sono tempi duri per le scuole del comune di Crespina Lorenzana. Dopo la protesta di alcuni genitori per le temperature tropicali registrate nella scuola media provvisoria di Lavoria ieri mattina sette bambini della scuola elementare di Cenaia sono rimasti chiusi dentro all’ascensore che in seguito ad un guasto si è bloccato. E’ stato dunque un ultimo giorno di scuola piuttosto agitato per i piccoli studenti. Sette i bambini chiusi dentro insieme ad una maestra. Immediata la richiesta di intervento partita dalla scuola e diretta ai vigili del fuoco del distaccamento di Cascina. I pompieri hanno cercato di fare il prima possibile per risolvere l’emergenza. Tuttavia quando i bambini sono stati “liberati” dall’ascensore erano spaventati e un po’ accaldati. Ieri infatti le temperature si sono mantenute piuttosto elevate e anche le elementari di Cenaia non sono immuni dai problemi di caldo, denunciati con forza dai genitori a Lavoria. Quando l’ascensore si è bloccato le maestre hanno cercato di risolvere il problema e poi hanno informato sia il Comune che il 115. Sul posto è stata inviata una squadra da Cascina. Una volta aperto l’ascensore e messi i bambini in sicurezza, i pompieri sono rimasti con loro per sdrammatizzare l’incidente e riportare subito un clima tranquillo.

Intanto, rispetto al caso della media di Lavoria, la lista Orizzonte Comune invita i genitori, la giunta e la direzione didattica a valutare esattamente il significato della "provvisorietà" di quella sistemazione che è andata agli onori della cronaca. «Certo, se si guarda alla nuova scuola da costruire quella sistemazione è provvisoria, ma se si guarda dove bisogna davvero guardare, cioè ai ragazzi e agli operatori, la verità è un'altra: almeno per quei ragazzi che hanno appena terminato la prima classe, quella è la soluzione definitiva, nel senso che quel capannone sarà tutta la loro esperienza di scuola media nel nostro Comune. Allora senza minimizzare il disagio, niente soluzioni di ripiego. Occorre invece che almeno sotto il profilo del clima, dell'aria che respirano, quell'intera generazione di nostri ragazzi che ha studiato e che dovrà studiare 5 ore in un capannone con opportuno ricambio d'aria».

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