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Pontedera

Tornano di moda le lapidi, domani ne discute il consiglio

Tornano di moda le lapidi, domani ne discute il consiglio

All’ordine del giorno la mozione presentata dal gruppo Pd sulla ricollocazione in un luogo accessibile al pubblico

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SAN MINIATO. Che le lapidi sulla strage tornino esposte al pubblico, ma in fretta. Questo il succo della mozione che, dopo il rinvio della discussione a causa del ricovero in ospedale del sindaco Gabbanini nelle settimane scorse, sarà presentata dal Partito Democratico domani al consiglio comunale delle 17,30. Documento che, c'è da scommetterci, nasce dopo una gestazione travagliata e che cerca di trovare la quadra dopo i dissapori interni al partito, proponendo una mediazione con l'invito al sindaco e alla giunta a collocare le lapidi in tempi brevi in un «luogo che abbia le caratteristiche di piena e continuativa accessibilità al pubblico, gratuità di accesso, che sia di particolare rilievo storico e/o investito di particolare valore affettivo riconosciuto da parte della comunità».

In ogni caso una cosa da farsi non nei tempi previsti per la nascita del Museo della Memoria, ma ben prima, praticamente subito, «entro il prossimo anniversario della strage del Duomo, il 22 luglio». L’ipotesi più accreditata, previo il parere della Soprintendenza, sarebbe quella della biblioteca comunale, negli stessi locali destinati un giorno ad ospitare il futuro Museo. Luogo della memoria e del ricordo che comunque dovrà vedere la luce in tempi brevi: questo il secondo punto della mozione che infatti chiede di «dare seguito e corpo al proposito di realizzazione di un museo della memoria, che sia un museo della storia delle lotte antifasciste, del passaggio delle due Guerre, della Resistenza, delle lotte operaie e contadine nel primo e secondo dopoguerra» Un luogo «individuato nel complesso monumentale di San Domenico». Operazione che dovrà, tuttavia, svolgersi sotto la direzione di «un comitato scientifico che curi la realizzazione e allestimento del futuro museo». La discussione quindi alla fine si farà anche alla presenza di Gabbanini, che potrebbe doversi difendere dalle critiche dell'opposizione e dover cedere agli eventuali distinguo di una parte della maggioranza. Malumori che erano venuti fuori subito, pochi giorni dopo che le lapidi erano state tolte dal municipio, per bocca dello stesso segretario del Partito Democratico Francesco Lupi. Fra coloro che daranno sicuramente battaglia ci sarà certamente Laura Cavallini, di “Immagina San Miniato”. «La mozione si apre con una presa d'atto che noi non possiamo accettare, ovvero l'idea che questa decisione fosse stata anticipata da una discussione reale. La verità è che a parte qualche vaga dichiarazione pubblica niente è passato dagli organi preposti e credo che questo vada ancora ribadito – commenta Cavallini –. Sul dove queste lapidi debbano essere ricollocate, poi, vedremo come andrà la discussione».

Nilo Di Modica

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