Il Tirreno

Pontedera

Ponsacco, in arrivo altri sei profughi

di Gabriele Gasperini
Ponsacco, in arrivo altri sei profughi

Il sindaco Brogi: «Qui non ne avevano ancora ospitati, stiamo facendo la nostra parte»

2 MINUTI DI LETTURA





PONSACCO. Da alcuni giorni, sono arrivati i primi sei profughi a Ponsacco, altri sei arriveranno a breve (dodici in totale). Il tam tam dei socials ha diffuso molte notizie inesatte. Una conversazione col sindaco Francesca Brogi ha aiutato a chiarire diversi aspetti.

Il prefetto ha obbligato le amministrazioni locali ad accogliere i profughi?

«No. In linea di principio, la prefettura potrebbe obbligare le amministrazioni ad accogliere i profughi, requisendo immobili inutilizzati. Ma di solito, non avviene. Collaborando con la prefettura, le amministrazioni hanno voce in capitolo e possono così scegliere i luoghi più idonei alla collocazione di queste persone. E questa volta, Ponsacco è stato chiamato a fare la propria parte».

La gente è preoccupata dall'arrivo dei profughi, teme infiltrazioni di integralisti o delinquenti comuni.

«Questi giovani profughi sono assai più spaventati dei ponsacchini, non conoscono la lingua e si trovano in un ambiente nuovo. Sono persone dalla fedina penale immacolata».

Dove sono alloggiati?

«Non avendo immobili pubblici, abbiamo dovuto rivolgerci ai privati. Abbiamo trovato un appartamento per i primi 6 profughi, manca ancora il secondo per gli ultimi sei».

Quanto costerà tutto questo alla cittadinanza?

«Niente, i soldi arrivano dal governo e dall'Europa».

Si parla di una diaria di 35 euro messa quotidianamente a disposizione di ciascun profugo.

«La cifra è corretta, ma non si pensi che questi soldi finiscano nelle mani dei profughi, l'importo viene gestito da associazioni e cooperative che devono fornire i servizi: vitto, alloggio e tutto il resto».

Le sei persone arrivate a Ponsacco sono profughi provenienti da Siria ed Eritrea?

«No, tre provengono dal Malì e tre dal Senegal».

In Senegal non c'è guerra. Com'è possibile che siano inseriti in un percorso riservato ai profughi?

«Non scegliamo chi accogliere, è la prefettura che ripartisce le persone nei comuni».

E' possibile che le persone alle quali non sarà riconosciuto lo status di rifugiato tentino la fuga; ci sono controlli specifici?

«Controlli specifici in questo senso non ce ne sono, queste persone sono comunque seguite quotidianamente da una cooperativa».

Come passano il tempo i profughi?

«Hanno iniziato a studiare l'italiano. Si tratta di un percorso integrativo che andrà avanti fino a quando non riceveranno una risposta alla domanda di rifugiato politico o il permesso di soggiorno».

Possono essere impiegati in attività socialmente utili?

«In teoria sì, ma chi svolge un'attività lavorativa, deve essere assicurato: è un costo, non è così facile collocarli. Ci stiamo comunque impegnando per trovare una soluzione. A breve, ci sarà un incontro col le associazioni: l'idea è di coinvolgerli in attività di volontariato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa