La protesta
San Pietro, contrada dilaniata
Il presidente Giuntoli conferma le dimissioni dopo la contestazione dei suoi
CASTELFRANCO DI SOTTO. Dalla serata di domenica il presidente dei biancocelesti Alessandro Giuntoli non ha ancora rimesso piede in contrada. «Mi sono dimesso – dice – e al momento non ho intenzione di cambiare idea. Non posso accettare di essere trattato in quel modo da alcuni contradaioli».
È il risultato delle proteste di San Pietro a Vigesimo dopo l’annullamento del Palio. Al momento dell’invasione, infatti, era proprio l’equipaggio biancoceleste a guidare la gara, prima di essere “placcato” e fermato da un ex rematore di San Bartolomeo. Da qui le richieste dei biancocelesti per l’assegnazione della vittoria, che hanno portato allo scontro verbale fra alcuni contradaioli e il presidente Giuntoli, salito sul palco dopo la decisione della non assegnazione del cencio. «Se non fossero stati fermati, i miei ragazzi avrebbero sicuramente vinto – dice Giuntoli – anche perché San Michele aveva commesso poco prima una scorrettezza che avrebbe portato alla squalifica. Ho provato a chiedere la vittoria, ma il regolamento parla chiaro: vince il barchino che completa per primo tre giri di piazza. E noi siamo stati fermati alla fine del secondo; come presidente non posso disconoscere il regolamento. Con la situazione che si era creata, poi, la nostra preoccupazione non era più quella di sapere chi aveva vinto o perso, ma eravamo preoccupati per l’ordine pubblico».
Giustificazioni che non sono bastate a calmare gli animi di alcuni supporter biancocelesti, che da sotto il palco hanno contestato la linea del presidente. Forti le proteste anche da parte di Mirko Toni, allenatore dei rematori di San Pietro. «A fine serata sono andato a casa senza passare dalla contrada – racconta Giuntoli –. Qualcuno mi ha chiamato per scusarsi mentre altri non li ho ancora sentiti. Adesso mi prenderò un po’ di tempo». Nel giudizio sulla corsa, infine, Giuntoli ritiene che «la contesa tra due contrade in un Palio ci può stare. Non a caso – dice – avevamo scelto la corsia 3 per approfittarne. Quello che non è normale è vedere una persona che blocca due barchini che stanno facendo la loro gara». (g.p.)
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