Sicurezza
Mamme e nonni cercansi Per leggere fiabe ai piccoli
VOLTERRA. Nell’era digitale sembra quasi un appello tra il poetico e il giurassico. Una richiesta che, invece, riporta per un attimo tutti sul pianeta terra e da riflettere sul valore delle fiabe...
VOLTERRA. Nell’era digitale sembra quasi un appello tra il poetico e il giurassico. Una richiesta che, invece, riporta per un attimo tutti sul pianeta terra e da riflettere sul valore delle fiabe raccontate, a voce (e non ascoltate sul pc), come una volta. “Cercansi mamme e nonni per raccontare fiabe ai bambini”: lo chiede Renato Caldon , fondatore dell’associazione Volterra Infanzia direttamente ai suoi concittadini. Da sempre nonno Renato si batte per avere uno spazio per i baby di Volterra. Uno spazio trovato da un paio di anni all’interno della biblioteca dove ogni martedì, dalle 16.30 alle 17.30 le porte sono aperte per attività, giochi, pitture, sculture. E non manca mai una mezz’ora di favole. «Quando abbiamo cominciato questa associazione aveva una settantina di soci – racconta Caldon – Adesso siamo circa quindici e per questo faccio un appello ai volterrani e non solo: chi ha un po’ di tempo lo dedichi al futuro della cittèà e venga a raccontare fiabe». Lo spazio per i baby lettori è stato fortemente voluto dall’allora assessore alla Cultura Lilia Silvi. E anche oggi, l’attuale, Alessia Dei lo caldeggia con attività e iniziative.
«Continuiamo la nostra attività anche per tutto luglio grazie all’Accademia dei Mestieri: la loro attività sarà presentata oggi e andrà avanti tutti i martedì dalle 16.30 alle 18.30. Per info chiamare il numero 3334419164 perché è gradita la prenotazione», prosegue Caldon. E chiude con un appello: «Ringrazio il Comune di questo spazio – dice – Ma l’ottimale sarebbe quello di avere a disposizione una stanza autonoma, non all’interno di una biblioteca che chiude alle 18.30, in modo da poter dare un servizio anche a quelle famiglie che lavorano e che non sanno dove portare i figli. A Volterra non ci sono grandi cose per i più piccoli e chi non ha 18 mesi compiuti non può ancora andare all’asilo».
Francesca Suggi
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