Gioco
In municipio nessuno cade dalle nuvole Rapporti sempre tesi
Il sindaco Alessio Antonelli: «A volte qualcuno il destino se lo scrive. Spesso si è rivolto alla Finanza contro di noi»
CASCINA. La notizia dell’arresto di Alberto Rocchi non è stata accolta come un fulmine a ciel sereno in municipio a Cascina. I rapporti tra il consigliere comunale dell’opposizione e la maggioranza non sono idilliaci. Polizia municipale e ufficio tecnico si sono più volte occupati delle attività di Rocchi sia nell’ansa dell’Arno quando le sue aziende effettuavano smaltimento di rifiuti, che di quelle di costruzioni edili. Una tra tante la vicenda degli appartamenti con le mansarde trasformate in camere senza le necessarie autorizzazioni. Un contenzioso dietro l’altro con ricorsi al Tar e denunce, scambi di accuse e contestazioni. «Mi dispiace umanamente per Alberto e per la sorella – dice il consigliere comunale di Forza Italia Giacomo Cappelli –. Dopo la morte del padre di Alberto sono accadute tante cose. Lui ha commesso alcuni errori, ma la sinistra a Cascina non è mai stata tenera con lui, anzi quando è stato possibile è stato ostacolato. Spero che tutto si risolva e che possa spiegare quello che è successo». Il sindaco, Alessio Antonelli, preferisce attendere gli eventi prima di rilasciare un commento. «A volte qualcuno il destino se lo scrive– dice il primo cittadino –. Non posso fare a meno di pensare che Rocchi ci ha accusato tante volte, rivolgendosi proprio alla Finanza a Pisa e ancora non sappiamo l’esito di quelle che poi sono solo delazioni». Certo è che l’arresto di ieri mattina è avvenuto a stretto giro rispetto alla vicenda dell’investimento del vigile a Pisa e alla denuncia per furto dopo che lo stesso Rocchi era stato ripreso dalle telecamere di un’azienda in liquidazione e che oggi si avvia al fallimento, di cui lui possiede alcune quote, mentre rubava una pala meccanica. Un bene sottratto alla società quando già era in piena difficoltà economica. È questo un altro capitolo delle società riconducibili al Gruppo Rocchi su cui pendono altre denunce presentate in Procura a Pisa e di cui ancora non si conosce l’esito. Ma certo da quello che emerge il modus operandi per sottrarre i beni delle società potrebbe essere stato lo stesso di quello portato alla luce dalle indagini della Guardia di Finanza di Livorno. Così come non sono mai state chiarite le circostanze in cui la sorella disabile ha firmato una rinuncia all’eredità dei beni del padre.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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