Sicurezza
Il clima rimane rovente sempre tutti contro tutti
San Bartolomeo: «Sin da sabato c’è stato il boicottaggio di San Martino» Papa (San Michele): «Inciviltà non nostra, è stato saggio annullare la corsa»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Il clima dopo l’infausta edizione del Palio dei barchini rimane rovente e gli animi dei contradaioli sono ancora infiammati dallo scompiglio che si è generato in piazza Garibaldi. Mai, nella lunga storia del palio, era successo che questo venisse annullato a causa di una rissa scoppiata tra le parti in gara, sebbene la tensione e la rivalità siano sempre state alte.
I neo presidenti della contrada San Bartolomeo, Alessio Giotti e Benedetta Pertici, ci raccontano la prospettiva di chi si è sentito derubato di una vittoria già certa, di chi è stato costretto a fronteggiare un forte stress che è sfociato in una perdita di controllo - imperdonabile - da parte di uno dei barcaioli: «Il comportamento di Alessio Floria è stato scorretto, ma è nato da un boicottaggio da parte di San Martino che andava avanti dalla giornata di sabato. Avevamo in mano la vittoria: il nostro barchino è il più storico, perché ha subìto meno modifiche degli altri e nonostante questo si è dimostrato il più veloce alle prove libere. Ci hanno costretto a smontarlo per dimostrare di non aver installato alcun motorino fra le ruote. San Martino era consapevole della nostra forza e invece di concentrarsi sulla propria corsa ha puntato ad ostacolare la nostra. Questo è ingiusto e antisportivo e per questo a qualcuno “si è tappata la vena”. Se vogliamo arrivare alla trentesima edizione, però, dobbiamo guardarci negli occhi e riunirci anche fra avversari: la competizione deve essere sana, costruttiva e leale».
Stanco e amareggiato è anche l’ex presidente di contrada, Maurizio Quintini, che si è dimesso in seguito alla decisione del consiglio di sottoporre il barchino alla supervisione richiesta dagli agguerriti avversari: «C’è stata una coalizione contro di noi. I giudici e le autorità avrebbero potuto intervenire prima, fermando la corsa, e invece hanno lasciato che la situazione degenerasse. Inevitabili le ripercussioni sul futuro della manifestazione».
Glaciale è il silenzio stampa di San Martino, il cui presidente Tiziano Salvadori si riserva di tacere fino a che non si sarà riunito il consiglio di contrada, nella serata di domani, e non saranno ascoltate anche le opinioni dei tesserati. Più conciliante, invece, è la voce di Giovanni Papa, presidente della San Michele, che ha continuato ad inseguire San Pietro a Vigesimo finché è stato possibile: «Abbiamo vissuto la situazione da osservatori esterni e non è stato un bello spettacolo. Annullare la gara è stata la decisione più saggia. I nostri contradaioli si sono lanciati nella mischia solo per mettere in salvo chi partecipava alla corsa, non c’entriamo niente con l’inciviltà a cui abbiamo assistito».
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