Attenzione
Dopo la rissa, le squalifiche
Futuro a rischio? Nuti: «Tensioni superabili». Toti: «Niente sarà come prima»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Nel “day after” del delirio ci sono soprattutto tante domande. Interrogativi che viaggiano su due piani paralleli: quello delle responsabilità e dei provvedimenti da prendere, insieme all’interrogativo sul futuro da dare alla manifestazione. Nel primo caso, come lascia intendere il presidente del Comitato Paolo Nuti, potrebbero fioccare a giorni squalifiche e perfino denunce contro le persone che verranno ritenute responsabili, applicando il regolamento del Palio senza escludere anche il ricorso alla giustizia ordinaria. Nel secondo caso, invece, la volontà è quella di riflettere sull’accaduto per far sì che i fatti di piazza Garibaldi diventino l’occasione per migliorare il Palio sotto vari aspetti.
La discussione è appena all’inizio, e si è aperta ieri sera con un primo incontro del Comitato che ha passato in rassegna tutti i filmati di domenica. Intanto, Castelfranco si divide, fuori e dentro le contrade. San Bartolomeo contro San Martino, per il comportamento giudicato “antisportivo” dei rematori verde-arancio che in partenza hanno ostacolato i rossoblu. San Martino contro San Bartolomeo per la reazione violenta del rematore rossoblu. E ancora San Pietro contro San Bartolomeo, o almeno contro il suo contradaiolo che ha bloccato i due barchini ancora in pista. A tutto questo vanno aggiunte poi fratture e discussioni interne alle contrade. Una quadro nel quale il presidente del Palio Paolo Nuti marca subito alcune differenze: «Per quanto riguarda la gara – dice – la corsa di domenica ha dimostrato che un Palio non è una competizione sportiva: basta vedere quello che succede ogni anno anche in palii plurisecolari». L’ostacolarsi tra contrade, insomma, appartiene secondo Nuti al dna del Palio, mentre diverso è il discorso per quanto riguarda la reazione che ha poi portato all’invasione di pista e all’interruzione della corsa: «Nel regolamento c’è un codice morale per i rematori – prosegue – che prevede in determinati casi alcune punizioni: dalla squalifica a tempo determinato o indeterminato fino all’interdizione dal campo di gara. Ma si tratta di possibilità che dobbiamo ancora valutare». Per altre situazione, poi, si valuterà anche la strada della denuncia: «È certo – dice Nuti – che l’associazione Palio si impegnerà al massimo delle sue forze per tutelare l’immagine sua e della manifestazione».
Il Palio 2016, quindi (in cui si celebrerà il trentennale), per Nuti non è in discussione: «La nostra associazione lavorerà per rafforzarsi nei consensi e nelle persone. Le tensioni tra le contrade, invece, credo saranno superate nei prossimi giorni attraverso il confronto: noi siamo disponibili a dare una mano se le contrade ce lo chiederanno».
Secondo il sindaco Gabriele Toti, invece, dopo quello che è accaduto «niente sarà più come prima, perché non possiamo far finta che non sia successo nulla». «Ci sono stati episodi molto brutti – afferma – che rappresentano un affronto per le tante persone che si sono impegnate. Perché nel Palio c’è tanto di positivo: c’è la passione, l’attaccamento e ci sono tanti cittadini impegnati nelle contrade che credono nel valore culturale della manifestazione. Dobbiamo ripartire da lì, evitando di buttare via anche le cose positive». Rivivendo i minuti della rissa, il sindaco racconta di aver temuto per l’ordine pubblico: «Se la situazione non è degenerata – dice – è stato solo grazie all’azione delle forze dell’ordine e dei responsabili delle contrade che sono subito intervenuti per calmare certe tensioni. I quattro presidenti hanno dimostrato grande senso di responsabilità». Adesso, quindi, secondo Toti, occorrerà trovare il modo di ripartire: «Che servano dei provvedimenti immediati è fuor di dubbio – dice –. Dopodiché parleremo col Comitato e con le contrade per analizzare l’accaduto. Per il futuro occorrerà rivedere alcune cose. Già oggi l’amministrazione è impegnata direttamente all’interno del Comitato Palio, come previsto dallo statuto, e il nostro impegno proseguirà su questa strada. L’obiettivo è quello di evitare che la manifestazione possa fermarsi, anche solo per un anno. Per farlo occorrerà lavorare per recuperare il senso di unione e di appartenenza che fino ad oggi aveva mantenuto la tensione del Palio entro i limiti della normale rivalità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
