Sicurezza
Troppo caldo a scuola, scatta la protesta
A Crespina stamani un flash mob con balli e merende, per sottolineare i disagi di una struttura che rimane “d’emergenza”
CRESPINA. Nelle aule c’è caldo e i genitori organizzano un flash mob di protesta davanti al capannone, a Lavoria, nato per ospitare un centro commerciale e trasformato in edificio scolastico per ospitare le classi della media di Crespina dopo che la “vecchia” scuola è stata dichiarata a rischio crollo. Tutti, dall’amministrazione comunale alle famiglie e gli insegnanti, sono consapevoli del fatto che si tratta di una sistemazione provvisoria. Ma già d’inverno e ora con il caldo estivo, arrivato in maniera improvvisa e con temperature torride, ha concentrato tutte le attenzioni sui problemi dell’impianto di aerazione.
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«Abbiamo avuto, come genitori, un atteggiamento di confronto, di dialogo, di comprensione e di attenzione rispetto a tutta la situazione di questa scuola, fin dai primi momenti, cercando di stemperare la polemica e di evitare strumentalizzazioni; ma tutto questo ha portato solo ad un atteggiamento superficiale e di non chiarezza da parte dell'amministrazione di Crespina Lorenzana, oltre al fatto che alcuni gravi problemi sono rimasti ed un anno scolastico intero è passato – dicono alcuni genitori e lo hanno scritto più volte al Comune».
Il problema dell'aerazione e delle alte temperature che ci sono nelle aule durante l'orario dell'attività didattica è reale. Per le famiglie non è una questione di secondaria importanza perché riguarda la salubrità dell'ambiente. Alcuni genitori fanno presente che spesso i ragazzi tornano a casa, oppure addirittura chiamano per farsi andare a prendere, perché hanno forti mal di testa e altri malesseri, legati al fatto che restano per molte ore in ambienti troppo caldi e con un ricambio di aria insufficiente.
«Abbiamo capito che è una questione economica, che l'amministrazione non ha intenzione di spendere altri soldi in questo edificio, per convogliare tutte le risorse sul progetto della scuola nuova». Tuttavia i ragazzi hanno diritto, ricordano i genitori che hanno organizzato la protesta, di avere una scuola che non metta a rischio la loro salute. Del resto nella migliore delle ipotesi, ragazzi e professori dovranno trascorrere un altro anno nella scuola provvisoria. Il Comune ha effettuato alcuni interventi installando pellicole ai vetri e tende veneziane per cercare di attutire le conseguenze dell’esposizione delle finestre al sole per molte ore della giornata.
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«Non vogliamo strumentalizzare il problema – dicono – siamo a pochi giorni dalla fine delle scuola ma restano ancora da fare gli esami di terza media e la situazione non è delle migliori. Sabato nelle aule c’erano quasi 40 gradi. C’è bisogno di un intervento concreto». Stamani alle 10 oltre a protestare i genitori consegneranno ai bambini merende rinfrescanti.
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