Sicurezza
Sfilano duecento figuranti nella Castelfranco di ieri
Vanno in scena la costruzione della ferrovia di San Romano, il compleanno del generale Garibaldi, la festa di Sant’Antonio e gli antichi mestieri del borgo
CASTELFRANCO DI SOTTO. Le contrade del Palio dei barchini non temono il caldo rovente, che sin dalle prime ore della mattina si fa sentire molto intenso, e scendono in strada per il tradizionale appuntamento con la sfilata storica per le vie del paese. Il percorso da affrontare è lungo: si parte alle 9,30 dalla rotonda del ponte sull’Arno, per discendere lungo via De Gasperi e arrivare nella più fresca e alberata piazza Garibaldi, luogo adatto alle esibizioni di musici e sbandieratori che si cimentano in prestigiosi numeri di giocoleria. Più di duecento figuranti nei costumi di epoca medievale ci fanno immergere appieno nella sognante atmosfera della festa paesana. Giunti al ventinovesimo appuntamento della tanto attesa “disfida sulle ruote”, vediamo i quattro gruppi che si contenderanno il cencio nel pomeriggio esibirsi in base all’ordine di classifica della precedente edizione: ogni fazione ha scelto un tema legato alla storia locale da portare in scena, per rievocare con gioia i bei tempi antichi.
Per prima arriva la contrada di San Bartolomeo a Paterno, che ha l’onore di portare il gonfalone del comune insieme al sindaco Gabriele Toti e all’assessore Giulio Nardinelli in qualità di vincitrice del palio 2014. I rossoblu decidono di mettere in scena la costruzione della ferrovia di San Romano negli anni 1844-1845: i popolani protestano con gli ingegneri per l’espropriazione dei terreni agricoli cui sono stati sottoposti per accogliere i binari che portano da Livorno a Firenze. Va meglio ai nobili del territorio, che hanno il privilegio di usufruire dei trasporti, mentre i più poveri tentano di comprare con pane e salsiccia quel biglietto che non possono permettersi. Seguono i colori verde-arancio di San Martino in Catiana, che decide di raccontare il sessantesimo compleanno del generale Garibaldi: per l’occasione l’eroe dei due mondi sceglie di recarsi proprio a Castelfranco ed è ospite, insieme ai figli Ricciotti e Menotti, del compagno d’armi Luigi Stefanelli. A testimoniare l’evento troviamo ancora una targa commemorativa vicino all’ingresso di Villa Cavallini, al tempo residenza dello Stefanelli. Il terzo posto è della contrada San Pietro a Vigesimo con cui si rievoca la festa di Sant’Antonio, giorno della benedizione del pane e degli animali istituita negli anni ’20. La tradizione nasce da una leggenda: nel lontano 1293 la madre di un bambino, morto annegato, promise di donare ogni anno ai poveri tanto frumento quanto era il peso del piccolo se il santo le avesse fatto la grazia di resuscitarlo. Le preghiere vennero esaudite e da quel momento nacque “il pane di Sant’Antonio”, preparato con dedizione dalle massaie in occasione del giorno sacro. Dulcis in fundo, è toccato a San Michele - la contrada più affamata di vittoria, visto che non sale sul podio dal 2004 - che sceglie di portare in strada gli antichi mestieri del borgo: Castelfranco, infatti, si è da sempre distinto come produttore di “seggiole”, ma anche per i “panierai”, i fabbricanti di mobili, i calzolai, gli ortolani e gli spazzacamini che si trovavano nei chiassi vicini al centro storico.
Partecipano all’evento anche le principali associazioni castelfranchesi, come la Croce Rossa, il gruppo Fratres donatori del sangue e la Pubblica assistenza Vita. Un riconoscimento particolare, infine, viene assegnato alle associazioni sportive del territorio: sul palco in piazza Garibaldi viene premiata la squadra di calcio Red Devils per essere passata in Prima categoria, ma anche le ragazze del calcio femminile che hanno portato il nome di Castelfranco nel Fair Play e la Videomusic Fgl Pallavolo in corsa per la serie B1.
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