Proteste
Battaglie e disavventure di Rocchi, imprenditore e politico travolto dai guai della sua azienda
La guardia di finanza lo ha fermato a casa a Musigliano di Cascina. Il provvedimento scattato in seguito ad un'indagine iniziata nel 2012
CASCINA. Oltre all'arresto, in seguito ai nuovi guai giudiziari, per il consigliere comunale Alberto Rocchi (Udc e in seguito lista civica) la lista delle disavventure è lunga per il 45enne cascinese a Palazzo da più legislature. Infatti, a partire da pochi anni dopo la morte del padre, è finito spesso per varie vicende al centro delle cronache locali. Alle ultime amministrative si era candidato a sindaco alla guida di una lista civica sostenuta dall'Udc. È stato eletto consigliere comunale. Ma erano già iniziati i guai finanziari e le società che lui e la madre avevano ereditato dal padre cominciavano a navigare in acque agitate. Rocchi finì agli onori delle cronache anche quando disse di aver smontato un capannone in cemento prefabbricato per non pagare l'Imu, ma poi fu denunciato per aver smaltito in maniera non lecita il cemento del capannone.
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Fino ad arrivare alla mattina di lunedì 8 giugno e' stato arrestato dalla guardia di finanza in seguito ad un'indagine in cui è rimasto coinvolto dal 2012. Momenti di tensione durante le fasi dell'arresto, tanto che è stato necessario anche l'intervento dei carabinieri. Rocchi ha una sorella disabile alla quale i servizi sociali stanno cercando una sistemazione. Già dalle 7 del mattino i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, unitamente all’aliquota della Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Livorno, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza - emessa dal G.I.P. di Livorno, Dott.ssa Beatrice Dani - di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Alberto Rocchi, ritenuto responsabile, in concorso con altri tre soggetti, di fatti di bancarotta fraudolenta. Nelle vicende delle società, che una volta erano del padre, noto costruttore, in seguito ad una serie di atti falsi, che secondo l'accusa sono riconducibili a Rocchi, era rimasta coinvolta, suo malgrado, anche la madre di Rocchi, ora defunta.
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Contestualmente è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso sempre dal GIP di Livorno, che ha colpito quote sociali per 50 mila euro e quarantadue unità immobiliari, formalmente intestate a società riconducibili al “Gruppo Rocchi Costruzioni” per un valore di oltre 5 milioni di euro. Le indagini hanno consentito di accertare che Rocchi Alberto, nella sua qualità di amministratore unico della Immobiliare Vicarello S.r.l. (con sede a Collesalvetti) - società dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno il 16 febbraio 2011 - ha sottratto le scritture contabili della società in modo da impedire al curatore fallimentare la ricostruzione dell’attivo patrimoniale, ma soprattutto ha posto in essere una sistematica attività distrattiva dei beni aziendali. Le unità immobiliari sottoposte a sequestro sono a Pisa (uno in Corso Italia), Cascina (39) e Viareggio ( 2). Si tratta di 7 terreni, 5 appartamenti, n. 5 autorimesse e magazzini, n. 12 aree urbane e n. 13 unità abitative in corso di costruzione. Rocchi, malgrado un evidente stato di crisi manifestatosi già dal 2008, ha continuato negli anni, in maniera consapevole e negligente, nella gestione societaria aggravando il dissesto dell’immobiliare ed accumulando debiti per oltre tre milioni e 300mila euro. Valutata la situazione e visto anche recenti denunce nei confronti di Rocchi stesso, che avrebbe reiterato il reato anche per altre società, oltre alla "Vicarello Immobiliare", la prima ed essere coinvolta nel dissesto finanziario, è stato richiesto l'arresto.
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