Il Tirreno

Pontedera

Un mix di tecnica e meccanica

Tiziano Salvadori racconta le tante innovazioni introdotte negli ultimi anni

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CASTELFRANCO DI SOTTO. In origine erano solo barchini da padule montati su quattro ruote. E per i tanti profani del Palio continuano a rimanere tali. In realtà, a 29 anni dalla prima edizione, come dimostrano anche le polemiche della vigilia, i cosiddetti barchini sono diventati un concentrato di tecnica e di meccanica. Tante le innovazioni introdotte negli anni dalle contrade per agevolare la spinta sul rettilineo e facilitare la curvatura. Lo dimostra, del resto, anche la diversa stazza fisica dei rematori di oggi rispetto alle prime edizioni, nonché l’introduzione, dal 2008, di una gara al femminile. Ogni contrada, del resto, ha ormai tra le sue fila meccanici, tecnici e perfino ingeneri. Il primo passo fu l’introduzione dei cuscinetti di metallo, per poi toccare nel tempo tutti i settori per i quali il regolamento lascia maggiori margini di manovra: dal mozzo della ruota al pneumatico, dalla ralla fino addirittura alla mescola delle gomme dei bacchi per incrementarne l’attrito. Ne abbiamo parlato con Tiziano Salvadori, presidente di San Martino, riconosciuto come uno dei principali “innovatori”: grande appassionato di motori, ha contribuito a portare nelle contrade una mentalità nuova, quasi come fossero quattro piccole scuderie automobilistiche. «È stata un’evoluzione graduale – ci spiega – accompagnata allo stesso tempo dal miglioramento nella tecnica di conduzione del barchino. Ad oggi siamo arrivati al punto in cui il barchino viene “cucito” addosso all’equipaggio che dovrà usarlo, assettandolo in base alle caratteristiche e alle necessità dei due rematori. È un mezzo che ormai non ha niente da invidiare a qualunque altro mezzo da competizione. I margini di miglioramento, però, sono ormai molto ridotti, anche se esistono tutt’ora dei dettagli che se sviluppati possono dare dei vantaggi». A determinare l’esito di un Palio, però, continuano ad essere soprattutto la forza e la bravura dei rematori: «Tutte le contrade hanno raggiunto un buon livello – dice Salvadori –. In una gara secca, il 70% dipende da chi sta sul barchino. Nel nostro Palio, dove non corrono soldi, c’è un solo modo per vincere: allenare i rematori e lavorare sui mezzi».

(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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