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Pontedera

Rogo alla Mansider, si indaga tra i concorrenti

Rogo alla Mansider, si indaga tra i concorrenti

L’incendio è doloso, carabinieri e vigili del fuoco non escludono che aziende dello stesso settore abbiano cercato di bloccare l’attività della società di Gello

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PONTEDERA. Sono indirizzate negli ambienti delle aziende che effettuano il ritiro e lo smaltimento di pneumatici usati le indagini iniziate per trovare i responsabili dell’incendio alla Mansider della fine di maggio. L’incendio, le immagini della videosorveglianza non lasciano spazio a dubbi, è doloso. Le telecamere hanno ripreso due uomini che fuggono e poco dopo le fiamme erano già alte.

Delle indagini si occupano sia i carabinieri di Pontedera che i vigili del fuoco che stanno monitorando tutte le aziende che operano settore dello smaltimento e recupero delle gomme. Le società che effettuano lo stesso stoccaggio di gomme esauste sono presenti sia nel Pistoiese a Lucca, nella zona industriale di Livorno e anche a Pontedera. Mansider, azienda di recupero di materiali ferrosi, ha cominciato questo servizio da pochi mesi e si è creata subito una vasta clientela. Fin dai momenti successivi all’incendio i soci hanno avuto il sospetto che l’incendio fosse un atto intimidatorio. E il filmato della videosorveglianza ha fornito la certezza. Le gomme andate bruciate sono oltre due tonnellate, stando ai dati forniti dai carabinieri, circa 70mila pezzi. Il sistema di recupero delle gomme consiste nella raccolta dei pneumatici non ricostruibili, camere d’aria non riparabili ed altri scarti di gomma provenienti da industrie di ricostruzione, officine di riparazione e attività di autodemolizione. Dopo l'estrazione dell'acciaio viene utilizzato il granulo di gomma nel settore edilizio, ferroviario, sportivo e nelle pavimentazioni antiurto. Gran parte delle gomme vengono esportate per intero all'estero, soprattutto nei paesi dell'Est Europeo, dove la legislazione è più permissiva e in questi paesi vengono utilizzati per sviluppo di calore nelle industrie dove estraggono il cemento.

Gli incendi di pneumatici, come quello avvenuto ai danni di Mansider, non sono poi così rari. In tempi recenti ce ne sono stati in Umbria, nella Lucchesia e in altre regioni. Quello che si teme di più dopo il rogo di grandi quantitativi di pneumatici è la ricaduta delle polveri in zone ben delimitate: sempre dipende dalle condizioni meteorologiche del momento. Nel caso di Mansider grazie all'intervento massiccio di vigili del fuoco intervenuti anche da Prato con una moderna cisterna che viene utilizzata solo per gli incendi più importanti e alle condizioni meteo favorevoli sono state evitate conseguenze pesanti per la città di Pontedera. Ma questo non ha evitato conseguenze dal punto di vista ambientale e dell’inquinamento visto che dalle gomme bruciate si sprigiona, tra altre sostanze nocive, anche la diossina.

I sindaci di Cascina e di Pontedera, già dal giorno successivo all’incendio alla Mansider, hanno emesso ordinanze che vietano la raccolta delle verdure a foglie larghe in alcune frazioni dei rispettivi Comuni. A Cascina le polveri dell’incendio sono cadute soprattutto a Marciana e Latignano. Nel Comune d Pontedera l’allarme riguarda Pardossi. L’Asl ha chiesto ai sindaci, dopo che l’Arpat ha effettuato i primi controlli, di emettere le ordinanze a tutela della salute dei cittadini. Il pericolo, come conferma Arpat, non è ancora stato scongiurato. Tanto che i sindaci al momento non hanno ancora ricevuto indicazioni da Arpat e Asl per revocare il divieto di raccolta delle verdure.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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